L'anima delle Trasmissioni

Sottotenenti del Genio t.
del 12° Corso d'Accademia

BARI Ugo
BUFFELLI Vitale
BOSCO Antonio
CORUZZI Giuseppe
DE SANCTIS Filippo
DI NARDO Vito
GIOVENALI Luigi
GRECO Giuseppe
LIPPI Orlando
PARENTELLI Giancarlo
RITELLA Leandro
RONZA Vito
SANTORI Mauro
SERVA Franco





L’ANIMA DELLE TRASMISSIONI ALPINE

Sto cercando l’anima delle Trasmissioni Alpine, credo di averla trovata nei fogli a quadretti scritti a mano da Ugo Bari e nel ricordo che mi ha lasciato con la sua graditissima visita.
Riproduco quei fogli come sono, un frammento della sua vita e della sua anima.
Mi ha parlato di centri radio, di satelliti, di comunicazioni, di vita vissuta tra le montagne e nei centri di potere, di tanti interrogativi , di infinito, della “lotta per la vita”.
Questa lotta per la vita, alla quale Darwin diede il proprio nome, arrivando ultimo di una serie di scienziati a rinnovare il concetto della natura, e che dalla natura fu costretto a riconoscerla nella storia, è davvero una legge valida e perenne?
Per spiegarlo bisognava che la terra fosse il centro della vita perchè lo spirito umano potesse darle la regalità di un pensiero capace di affermare l’infinito, del quale l’uomo aspirava di apparire il dominatore.
Tutte le grandi religioni dicono che nella nostra terra si rivela il segreto della creazione e che sul suo teatro soltanto l’uomo svolge il proprio dominio e il proprio dramma nella lotta per la vita.
Il resto, all’intorno, nelle solitudini dell’azzurro, attraverso gli oceani delle stelle, tra le fiamme dei soli e sotto l’ombra delle lunghe notti, non è che decorazione di contorno.
Quando Galileo detronizzò la terra e la chiesa mortalmente ferita lo colpì, la decadenza della terra trascinò fatalmente quella dell’uomo.
Le coscienze urlarono di paura, mentre i più temerari si gettarono in avanti per scoprire nuove verità nell’universo così immensamente dilatato.
Ridotta la terra ad un satellite del sole, parve che lo spirito dell’uomo naufragasse nella sua piccola natura,  che creava la vita e le sue forme; nella più perfetta di tutte  - l’uomo - il pensiero non era che il risultato di alcune combinazioni, effimero, inintelleggibile, contradditorio, senza verità in sè stesso.
La pluralità dei mondi, raddoppiando il mistero del nostro, non tolse il significato della sua natura e non prevalse sulle leggi del nostro spirito.
L’infinito materiale, immensità di un cosmo galleggiante nello spazio, ha lasciato al nostro spirito riapparire il problema del mistero, mentre la terra così piccola, povera, giovane, unica matrice della vita, spettatrice impassibile della tragedia dell’uomo, è ridiventata come prima il centro e la ragione dell’universo, avendo preparato un corpo umano allo spirito perchè vi esprimesse una coscienza.

Il lungo colloquio con Ugo mi ha ritemprato e mi ha fatto capire il parallelismo tra le nostre esperienze di vita.
Con i colleghi di Corso si scopre talvolta una granitica forza morale, la più sicura e solida garanzia di fattiva collaborazione, che esiste solo dove sono insieme uomini  moralmente omogenei.
Questo spirito costituisce una forza morale che ha la potenza di scuotere, animare, elettrizzare.
E’ l’anima del 12° Corso, laddove si fondono insieme l’anima alpina e l’anima del trasmettitore.

                                                 Pier Giorgio Franzosi


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