

Aree di interesse nazionale
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Il Generale Giuseppe ARDITO è nato a Chieti nel 1938. |
E' insignito delle seguenti onorificenze e decorazioni:
Pubblichiamo parte dell'intervista che il Gen. Ardito ha rilasciato a Giovanni Bernardi il 9 marzo 2001
D. Il concetto strategico del Capo di stato maggiore della Difesa fissa le missioni delle Forze armate italiane: difesa degli interessi vitali del Paese da ogni possibile aggressione, salvaguardia degli spazi atlantici, gestione delle crisi internazionali, infine concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni e intervento in caso di pubbliche calamità. Come si adeguano le pedine fondamentali dello strumento (le brigate) per assolvere tutti i compiti?
R. Avendo ridotto le forze, e probabilmente dovendone ridurre di più, non siamo più nelle condizioni di assegnare delle brigate per compiti specifici. Quindi, tutte le brigate, quando sono in Patria, assolvono tutti i compiti previsti sul territorio nazionale. Ovviamente, le missioni nei Balcani sono assolte esclusivamente dalle unità che dispongono di volontari perché i soldati di leva non possono essere impiegati in operazioni internazionali. Oggi non esiste più la brigata che ha esclusivamente compiti di difesa del territorio e quella che invece è considerata operativa. Anche perché, quando la leva finirà, tutte le unità saranno su volontari e quindi tutti faranno tutto. È una necessità, non è una scelta. Siamo passati dalle 36 brigate di 15 anni fa alle 13 di oggi e probabilmente in futuro anche a meno. Non si può pensare di avere delle brigate che siano esclusivamente devolute alla sicurezza nazionale. Tutti devono saper fare tutto.
D. Per cui quelle caratterizzazioni specifiche che avevano certe brigate, mi riferisco agli alpini, non ci saranno più?
R. Non esistono più. La Julia sta partendo per l'Albania, la Taurinense è una delle brigate che si alternano nei teatri operativi, La Tridentina si sta riducendo perché viene alimentata ancora da personale di leva. Ma lo stesso vale per le altre brigate. Peraltro, quelle che ancora hanno soldati di leva si alternano nell'operazione Santa Barbara che è un'operazione di controllo del territorio nazionale. Quindi sono operative anche loro.
D. La graduale trasformazione in esercito di volontari è appena cominciata. Come comandante delle forze operative terrestri, si ritiene soddisfatto dalla risposta dei giovani alle possibilità che vengono offerte loro come volontari in servizio permanente, in ferma breve e in ferma annuale?
R. Noi dovremo avere un esercito che in totale sarà costituito da 112.000 uomini e i soldati saranno tutti volontari. Sicché dovremo essere in grado di reclutare, compresi ufficiali e sottufficiali, 112.000 uomini. Siccome nessuno più sarà obbligato alla vita militare, tutto dipenderà da quanto questa sarà attrattiva. Il che non significa solo stipendio, ma l'attrazione sarà data in maggiore misura dalle possibilità di lavoro che quei giovani - che non potranno essere assorbiti come effettivi nell'Esercito dopo aver dato un anno, tre anni, cinque anni allo Stato - troveranno, dopo aver smesso la divisa, al rientro nella società civile. Altri elementi di attrazione sono i buoni comandanti e la qualità di vita nelle caserme, fattori che rendono il soldato orgoglioso di appartenere a un certo reggimento. Questo si chiama spirito di corpo.
D. Ritiene che, con l'ingresso delle donne, l'Esercito trarrà dei benefici? E quali?
R. Assolutamente si. Le donne sono molto più motivate, molto più determinate e, com'è già accaduto in tutti gli altri settori della società, determineranno una ventata di sana emulazione per cui certamente il risultato sarà positivo. Non ho dubbi su questo. Ma anche per l'impegno, per la preparazione, per la determinazione con la quale vogliono riuscire. Io sono sicuro che sarà una sferzata positiva per tutti.
D. Sembra che il vento del deserto debba periodicamente far alzare attorno alla brigata Folgore la sabbia di El Alamein, mi riferisco al polverone che si fa ogni tanto sull'argomento "scioglimento della brigata". Vuole chiarire una volta per tutte la posizione dello stato maggiore dell'Esercito e la sua su questo argomento?
R. L'istinto mi porterebbe a rigettare un simile argomento perché è assurdo. Non voglio entrare in polemiche perché le polemiche le lascio fare a coloro che ne hanno interesse. Io non ho nessun interesse se non quello di servire l'Esercito italiano, cosa che ho fatto per 46 anni. Credo che se uno in Italia pensasse di sciogliere la Folgore, quello sarebbe da rinchiudere in manicomio. Questo già lo dissi alla Folgore ad aprile e lo ripetei nel luglio del '98 in forma chiara, molto chiara. Non c'è nessun documento firmato da me o da chiunque altro che parli di scioglimento della Folgore. Ci sono in atto due provvedimenti: uno riguarda il battaglione logistico, ma quello - l'ho detto prima - rientra nella razionalizzazione dei supporti logistici e riguarda tutte le brigate. Per quanto riguarda il gruppo squadroni Giove, il provvedimento di enucleazione dalla brigata riguarda la razionalizzazione degli assetti elicotteristici. Questo va anche a favore della Folgore stessa perché, pur rimanendo il gruppo squadroni sempre dedicato all'impiego delle forze per operazioni speciali - quelle della Folgore - troverà nella sede di Viterbo una migliore assistenza tecnica specialistica. Faccio notare inoltre che la compagnia genio della brigata è stata elevata a rango di battaglione. Per quanto riguarda infine il 185° reggimento di artiglieria, a fronte degli scioglimenti delle unità di artiglieria di tante altre brigate - come l'8° reggimento della Pozzuolo, il 5° reggimento artiglieria, il 21° reggimento artiglieria della Friuli - il 185° non è stato sciolto. È stato invece riqualificato affidandogli dei compiti che sono precipui dell'artiglieria paracadutisti. Ma anche prima il GRACO era costituito da paracadutisti. Quella ricognizione a lungo raggio che facevano i paracadutisti del GRACO adesso la fa il 185°. Se non avessimo preso questa decisione, l'alternativa sarebbe stata scioglierlo. Ho sciolto tanti altri reggimenti di artiglieria di altre unità, mentre il 185° l'ho mantenuto in vita. Facendo ancora riferimento al GRACO, nessuno ha mai detto che i paracadutisti che facevano servizio in quel reparto non erano paracadutisti. Quindi per quale motivo il 185° non dovrebbe essere considerato paracadutista? Ripeto, non voglio entrare in polemiche strumentali perché sono senza senso. Certamente - e questo desidero dirlo - portare periodicamente alla ribalta della cronaca la Folgore per questi motivi non credo che sia un favore che questi sedicenti fedelissimi facciano alla brigata stessa. La Folgore non ha bisogno di difensori. Gli ufficiali, i sottufficiali e i paracadutisti della Folgore dimostrano nei fatti quanto loro fanno e quanto loro valgono. E questo lo sanno tutti, a cominciare da me che sono il loro comandante.
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