Articolo di Riccardo Simoni
tratto da "www.carabinieri.it"


Guido Bellini nuovo comandante Generale dell'Arma

 

Lo scorso 18 aprile si è svolta la significativa cerimonia del cambio del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Al generale Sergio Siracusa subentra il generale Guido Bellini

Nella piazza d’armi della Scuola Allievi di Roma, il 18 aprile, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento nella carica di Comandante Generale dell’Arma tra il generale di Corpo d’Armata Sergio Siracusa, uscente, e il pari grado Guido Bellini, subentrante. In precedenza il generale Siracusa aveva già salutato il personale dello Stato Maggiore del Comando Generale ed i membri del Cocer, che ha ringraziato per la fattiva, leale e qualificata collaborazione durante i cinque anni, intensissimi, del suo mandato al vertice dell’Istituzione, culminati, com’è noto, con l’elevazione dell’Arma al rango di Forza Armata ed il conseguente riordino tuttora in atto.

Prima del passaggio delle consegne, i due alti ufficiali hanno deposto corone al sacello del Milite Ignoto ed al sacrario dei Caduti nel Museo Storico dei Carabinieri; quindi, alla Scuola, presenti i Ministri della Difesa, Antonio Martino, e dell’Interno, Claudio Scajola, il Vice Presidente del Senato, Domenico Fisichella, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Rolando Mosca Moschini, il Segretario Generale della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, il generale Aldo Varda, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Gianfranco Ottogalli, il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Marcello De Donno, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Sandro Ferracuti, il Capo della Polizia Gianni Di Gennaro, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Alberto Zignani, l’Ordinario Militare per l’Italia, monsignor Giuseppe Mani, e numerose alte autorità istituzionali, nonché il Vice Comandante Generale dell’Arma, Mariano Ceniccola, il Capo di Stato Maggiore, generale Alfonso Venditti, ed i vertici dell’Arma in servizio e in congedo, con una folta rappresentanza militare di ogni grado in servizio nella Capitale, hanno preso la parola rispettivamente i generali Siracusa e Bellini dei quali riportiamo interamente i testi degli interventi.

Ha reso gli onori un Reggimento di formazione su tre Battaglioni con Bandiera di Guerra e Banda dell’Arma, agli ordini del Comandante della Scuola Allievi, colonnello Salvatore Scoppa. La nostra rivista, mentre si unisce nel benvenuto al generale Bellini, esprime al generale Siracusa un caldo ringraziamento per l’interesse e la viva simpatia che ci ha dimostrato nel corso del suo mandato.

INTERVENTO DEL GEN. SIRACUSA. Signor Ministro della Difesa, desidero innanzitutto porgere un grato saluto a Lei, al signor Vice Presidente del Senato, al signor Ministro dell’Interno, ai numerosi rappresentanti del Parlamento e del Governo intervenuti, al signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, alle alte autorità civili, religiose e militari, ai colleghi Capi di Stato Maggiore delle altre Forze Armate ed a tutti i graditi ospiti che con la loro presenza testimoniano della costante attenzione rivolta all’Arma dei Carabinieri.

Il mio più cordiale benvenuto ai Comandanti e Direttori delle Polizie ad ordinamento militare dei Paesi europei e mediterranei riunite nell’associazione Fiep, in particolare al prefetto Steinmetz, Direttore della Gendarmeria Nazionale francese, al generale Tomas, Comandante Generale della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese, al generale Neisingh, Comandante della Royal Marechaussee, ed ai rappresentanti della Guardia Civile spagnola, della Gendarmeria rumena, della Gendarmeria turca e della Gendarmeria Reale del Marocco, qui presenti tra noi.

A conclusione, dopo oltre cinque anni del mio mandato di Comandante Generale dell’Arma, desidero ringraziare la Divina Provvidenza per lo straordinario privilegio che, nei suoi disegni, ha voluto concedermi, di concludere i quasi quarantasette anni di vita militare servendo nell’Arma dei Carabinieri.

Esprimo viva gratitudine al Capo dello Stato per la costante, premurosa vicinanza alla nostra Istituzione.Rivolgo il mio deferente saluto alla Bandiera dell’Arma, simbolo silente del valore e dei valori della nostra Istituzione. Sono grato al Presidente del Consiglio, al Governo ed al Parlamento per l’attenzione e il costante sostegno. Un pensiero commosso va ai nostri Caduti, ai decorati, ai mutilati che ci spronano sulla via del dovere.

Un affettuoso saluto alle vedove ed agli orfani dei Caduti con i quali ho condiviso tanti momenti di dolore e commozione. A voi tutti, carabinieri di ogni grado e servizio in tutta Italia e nelle tante missioni di pace oltre i confini nazionali, va il mio ammirato ed affettuoso abbraccio. A voi il mio ringraziamento per l’esempio straordinario che mi avete dato, per lo spirito di servizio, la dedizione, la professionalità, la profonda motivazione.

Un deferente omaggio al Medagliere dell’Associazione Nazionale Carabinieri, al suo Presidente Generale Richero ed a tutti i carabinieri in congedo che ci hanno trasmesso una Istituzione che raccoglie la stima, la fiducia, il rispetto e l’affetto delle nostre popolazioni.

Un saluto e un augurio ai Comandanti che mi hanno preceduto in questo incarico ed a tutti i Vice Comandanti Generali, fino al generale Ceniccola, che con me hanno operato con piena comunione di intenti.

Un pensiero di particolare gratitudine a tutti i Comandanti di vertice, al Capo di Stato Maggiore, al Sottocapo di Stato Maggiore del Comando Generale ed a tutti i carabinieri di ogni grado che per ragioni di ufficio mi sono stati più vicini, per la loro lealtà e dedizione, al Presidente della Opera Nazionale che segue i nostri orfani, per la passione con cui serve l’Istituzione.

Ai componenti degli organi di rappresentanza il mio grazie per l’attività svolta e la collaborazione schietta e fattiva, sempre ispirata ai superiori interessi dell’Istituzione.
Il mio riconoscente saluto ai Comandanti di ogni livello, in particolare i Comandanti di Stazione – specie le più esposte ed isolate – interpreti perfetti del ruolo di rappresentanti della legge e punto di riferimento per la sicurezza, protezione ed assistenza delle nostre popolazioni.

Insieme tutti, Comandanti e gregari, nel fervore operoso che distingue i Carabinieri, abbiamo realizzato progetti di ristrutturazione, razionalizzazione e rinnovamento che configurano l’Arma come un’Istituzione moderna ed efficiente, ma ben ancorata alle sue tradizioni ed agli ideali del servizio e della Patria.

Un pensiero affettuoso alle famiglie: anche esse servono l’Arma con straordinario orgoglio di appartenenza e fedeltà.
Un saluto fraterno al Capo della Polizia, prefetto De Gennaro, ed al Comandante Generale della Guardia di Finanza, generale Zignani, con i quali il profondo rapporto di stima ed amicizia ha esaltato gli stretti, convinti legami di collaborazione in piena adesione alle direttive del Ministro dell’Interno.

La mia sentita gratitudine a Lei, signor Ministro della Difesa, al signor Ministro dell’Interno, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, per il sostegno e gli incoraggiamenti con cui hanno seguito la mia azione di comando.

Al generale Guido Bellini, cui mi lega un’antica, profonda amicizia e di cui conosco la elevata statura professionale e umana, gli auguri di tanti successi alla guida dell’Arma, nel solco di una tradizione di dedizione alla Patria che si rinnova con immutabile entusiasmo.

All’Arma dei Carabinieri, che mi ha accolto tra le sue fila con affetto e che mi ha trasmesso i suoi valori perenni, il mio commosso augurio che possa costituire sempre un baluardo di sicurezza e difesa per la nostra Patria.

INTERVENTO DEL GEN. BELLINI. Signor Ministro della Difesa, autorità di Governo, rappresentanti del Parlamento, signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, gentili ospiti, ufficiali, marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri, assumo oggi con vera commozione, grande fierezza e forte spirito di servizio l’incarico di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Un’Istituzione che occupa un posto privilegiato nella considerazione e nell’affetto dei cittadini e che riscuote unanimi consensi anche all’estero, specie nei contesti multinazionali, dove opera a sostegno della pace.

Sono profondamente grato al Governo per la fiducia accordatami, consapevole delle responsabilità che mi attendono. Mi accosto al nuovo incarico con trepidazione, ma anche con grande determinazione ed intendo onorarlo fino in fondo, dedicando, senza risparmio, ogni mia energia, intellettuale e fisica, certo di poter contare sempre sulla totale e convinta partecipazione di tutto il personale dell’Arma.

Saluto con deferenza la nostra Bandiera, simbolo dei nostri ideali e silente custode della dedizione di quanti ci hanno preceduto, che hanno servito l’Istituzione con impegno ed onore, sacrificando talvolta anche la vita.

Il mio pensiero commosso ai nostri Caduti – che ci spronano sulla via del dovere – ai decorati, agli invalidi, ai loro familiari. Siamo vicini a tutti col pensiero e con l’affetto.

A tutti voi, carabinieri di ogni grado, in servizio in tutte le regioni d’Italia e anche fuori dai confini nazionali, agli organi della Rappresentanza, a tutti i fedeli veterani dell’Associazione Nazionale – depositari delle secolari tradizioni di fedeltà – il mio caloroso ed affettuoso saluto. A tutti chiedo collaborazione incondizionata, così come incondizionato sarà il mio impegno al servizio dell’Istituzione.

Un saluto particolare ai miei predecessori, sempre vicini con il loro affetto e la loro considerazione. Saranno per me un riferimento importante.

Un saluto cordialissimo ai Comandanti delle Forze di Polizia, aderenti all’accordo Fiep, di Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Romania, Marocco e Turchia, cui siamo legati da rapporti di amicizia e consolidata cooperazione.
Un caloroso saluto al Capo della Polizia, al Comandante Generale della Guardia di Finanza, ai responsabili delle altre Forze di Polizia, ai Direttori dei Servizi di Informazione e Sicurezza ed a tutto il personale delle Forze dell’Ordine che con noi operano costantemente, nel segno di una piena e fattiva collaborazione.

Ed ora, sicuro di interpretare i sentimenti di tutta l’Arma, desidero rivolgere un particolare e riconoscente saluto al mio predecessore, il generale Siracusa, cui mi lega una personale, antica e fraterna amicizia. A lui vada il nostro più vivo ringraziamento per l’instancabile, preziosa e meritoria opera svolta, al servizio della nostra Arma e del Paese, in cinque anni di intenso lavoro. A lui ed alla Signora Maria l’augurio più affettuoso da parte di tutti noi per un futuro sereno e ricco di ulteriori soddisfazioni.

Infine, a noi tutti Carabinieri ed alle nostre famiglie, che con noi intimamente condividono gioie e sacrifici, l’augurio di sereno e proficuo lavoro, nella consapevolezza che gli impegni che ci attendono non hanno bisogno di particolari specificazioni; la caratterizzazione dell’Arma, di ieri, di oggi, di sempre, è infatti indelebilmente scritta nel suo Dna: un’Istituzione solida, sempre vicina alla gente e per questo sempre amata dalla gente, che vede in essa un sicuro riferimento per la propria sicurezza e prosperità, anche nel contesto più ampio della comunità internazionale.

L’Arma, solidamente ancorata alle sue nobilissime tradizioni, guarda al futuro con grande lungimiranza e saprà cogliere nelle nuove tecnologie le giuste opportunità per migliorare ulteriormente l’efficacia della sua azione di contrasto alle varie forme di criminalità, garantendo a tutti i cittadini una più solida cornice di sicurezza e di legalità. Per questo noi tutti lavoreremo e a tutti auguro buon lavoro.

Quindi ha preso la parola il generale Mosca Moschini, indirizzando un saluto, a nome delle Forze Armate e personale, prima al generale Siracusa, sottolineando che questo avvicendamento «ha luogo in un momento in cui le Forze Armate italiane sono intensamente impegnate sul duplice fronte della sicurezza interna e di quella internazionale, componenti inseparabili, queste, di un’unica grande sfida, quella oggi imposta dalla realtà e dalla minaccia di nuove, più subdole e dirompenti forme di conflittualità, che tendono ad investire e smantellare le stesse fondamenta della società, le basi della pacifica convivenza e della cooperazione tra i popoli».

L’alto ufficiale non ha poi mancato di evidenziare, in questo impegno, i meriti dell’Arma, definendola «la principale cinghia di trasmissione di uno sforzo integrato interministeriale che è ormai precondizione indispensabile per il successo delle Istituzioni» nel settore della sicurezza. Quindi ha lodato la professionalità e l’efficienza dei nostri militari impiegati fuori area (particolarmente Msu), che hanno portato l’Italia e i Carabinieri all’ammirazione di tutti, in Patria e all’estero, anche per merito del generale Siracusa, cui infine ha augurato buona fortuna. E al generale Guido Bellini il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha augurato «costanti successi, anche perché i suoi successi saranno i vostri successi, i nostri successi, i successi delle nostre Forze Armate e della nostra Italia».

Ha concluso la cerimonia l’intervento del Ministro Antonio Martino, il quale innanzitutto ha ringraziato il generale Siracusa anche a nome del Governo e delle Forze Armate, augurando al generale Bellini «Buon lavoro» nella certezza delle sue capacità. Poi, dopo aver espresso vivo apprezzamento per i recenti successi contro la criminalità organizzata, ha preannunciato che «nel futuro, a seguito della raggiunta autonomia, il comando dell’Arma potrà essere conferito ad un alto ufficiale dei Carabinieri», come per le altre Forze Armate.

Mentre si sta compiendo la riforma in senso autonomo dell’Istituzione, i Carabinieri tuttavia «non dimenticano la passata apparteneneza e confermano i valori che nobilitano il patrimonio del nostro Esercito», orgogliosi di esserne stati la prima Arma, «un pilastro delle Forze Armate come Istituzione preposta alla difesa dell’indipendenza e dell’integrità della Nazione». I Carabinieri, infatti, dimostrano fattivamente l’impegno al servizio della società, dando è ricevendo fiducia e stima. Il Ministro ha poi sottolineato l’alta professionalità dei reparti specializzati nonché l’ottima formazione impartita dalle Scuole dell’Arma, «Prezioso fattore di qualità».

In conclusione, ha rivolto un grato pensiero ai militari impiegati con le Msu nei Balcani, che hanno saputo guadagnarsi il rispetto dei colleghi stranieri e la riconoscenza delle popolazioni e ha rinnovato gli auguri ai generali Siracusa e Bellini.


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