Le "CINQUE FINESTRE" |
di Emilio Doni |
Dalla "Rivista della Associazione Nazionale del Commissariato dell'Esercito" - N° 2 - 1° semestre 2003:
RADICI E QUOTIDIANITA'
Sul quotidiano "il Resto dei Carlino" in data 07/08/2002 e sulla rivista "La Piazza dei Delta Po" di agosto-settembre 2002 è comparsa una lettera del nostro Consocio Gen. Emilio Doni ai suoi Compaesani di Mazzorno Destro - RO - nella quale, tra l'altro, ricorda le radici del suo Servizio militare e le prime informazioni somministrate da un esemplare maestro di scuola elementare, ricco dei migliori valori dell'uomo, lettera che volentieri pubblichiamo:
"Cari Compaesani di Mazzorno Destro, dedicare la piazza, antistante la nostra Scuola, al Maestro Antonio Duò è una giusta e felice scelta che mi dà grande gioia! Essa ravviva i sentimenti di appartenenza ed i molteplici ricordi che mi legano al mio caro "loco natio" ed ai suoi laboriosi abitanti.
Il compianto Maestro Duò mi ha preparato all'esame (allora molto temuto) per l'ammissione alla Scuola Media, sostenuto a Donada nel giugno 1946. Il Maestro mentre, con pazienza e scienza, mi aiutava ad "aggiustare" i temini di italiano e di aritmetica, faceva anche scarni racconti sul suo Servizio militare che io ascoltavo con curiosità e molta attenzione. Da vero Educatore ricordando, con semplicità e garbo, episodi di guerra, mi somministrava il suo modo di sentire e delineava una cornice, onesta e pulita, del "doveroso Servizio in armi per la Patria".
Sempre con moderazione e senza mai denigrare né assumere l'atteggiamento fatuo del "miles gioriosus".
Servizio militare che, imprevedibilmente, sarebbe diventato il mio lavoro a seguito di fortunose circostanze, connesse con la grande alluvione del 1951.
In occasione dei saltuari ritorni alla casa dei miei genitori, al termine della Santa Messa domenicale salutavo il Maestro. Però la sua abitudine di inforcare, subito, la bicicletta verso casa, mi induceva talvolta a fargli visita, nel pomeriggio. Nonostante egli avesse le mani appesantite dal lavoro nei campi di frumento, di mais, di barbabietole da zucchero... Lo trovavo intento a suonare il suo amato violino, abbozzava un cenno di sorriso, di saluto amichevole e mi intratteneva amabilmente. Ascoltava molto volentieri, ma con estrema discrezione, le notizie sulla mia famiglia e sul Servizio militare.
Tra le cose più care conservo la lettera che il Maestro mi scrisse per complimentarsi in occasione della promozione a Generale. Sono poche righe, sincere ed affettuose, esposte sobriamente che esprimono i suoi solidi valori umani ed il suo austero stile di vita mai enfatizzato.
Tanti cari saluti alla Signora Vedova, alle due Figliuole del carissimo Maestro Antonio Duò, unitamente a Voi tutti.
Mazzorno Destro, 7 agosto 2002, sagra di San Gaetano da Thiene
Emilio Doni"

Altri interventi di Emilio Doni:
Intervista - Prima parte
Intervista - Seconda parte

Copyright © Collezioni-f.