DAL CORRISPONDENTE DEL CORRIERE DELLA SERA A WASHINGTON

"E' stato come l'attacco giapponese a Pearl Harbor nel '41: un atto di guerra. Ma ancora piu' atroce, perche' non ha colpito solo il cuore militare dell'America, il Pentagono, ma anche il cuore civile, i grattacieli di New York".

Marvin Cetron, che sei anni fa firmo' l'agghiacciante rapporto "Terrorismo 2000" per l'Fbi (la polizia federale) e la Cia (i servizi segreti), e' sconvolto.

"Si ricorda che cosa dissi allora al Corriere? Che prima o poi avrebbero attaccato il World Trade Center o l'Empire State Building a Manhattan; che avrebbero colpito anche il Pentagono o la Casa Bianca".
Cetron s'interrompe: "Devono avere pianificato questa operazione per anni, e devono averla simulata decine di volte: l'hanno eseguita con la precisione dei corpi speciali".

E' possibile che i terroristi attacchino ancora?

"Si. Il mio incubo e' che facciano saltare i tunnel sotto il fiume Hudson tra il New Jersey e New York nelle ore di punta. Un'altra eventualita' e' che impieghino armi chimiche o batteriologiche. Dobbiamo prepararci a un'altra offensiva".

Perche' hanno scelto bersagli cosi vistosi?

"Perche' la guerra per loro e' teatro. Perche' devono stupire i mass media, terrorizzare il pubblico e umiliare il nemico, l'America. Nemico in quanto difensore di Israele. Se attaccassero l'Europa, e non si puo' escludere che lo facciano, colpirebbero il Colosseo in Italia o la Torre Eiffel a Parigi".

Ma che cosa sperano di ottenere?

"Vogliono dimostrare che la Superpotenza e' vulnerabile. E sperano che, sotto pressioni di questo genere, Israele faccia importanti concessioni ai palestinesi. Ho notato che i terroristi hanno risparmiato il Palazzo di Vetro. Ma la loro operazione e' stata anche un monito nei confronti dell'onu alla vigilia dell'Assemblea generale".

Lei sta accusando una fazione palestinese?

"Non farebbe differenza se dietro gli attentati, invece di Osama Bin Laden, ci fosse un gruppo palestinese. Gli attentati diminuiranno solo quando il problema mediorientale sara' risolto".

Bush ha minacciato una rappresaglia

"La rappresaglia ci sara'. Ma prima bisognera' scoprire chi ha ordinato gli attentati chi li ha finanziati. Ci vorra' tempo: questi fanatici possono venire dalI'Afghanistan, dal Pakistan, da qualsiasi parte. Se saltasse fuori che vi e' coinvolto uno Stato, tutto diverrebbe piu' semplice.

C'e' una via d'uscita?

"Ripeto: solo se israeliani e palestinesi si metteranno d'accordo.

Neppure questo pero' placherebbe gente come Bin Laden.

"Favorirebbe il loro isolamento. Se la situazione in Medio oriente peggiorasse ne andrebbero di mezzo la Giordania, I'Egitto e la Turchia.

Non si poteva prevenire questa tragedia?

"Ci voleva molta fortuna L'Fbi e la Cia riuscirono a prevenirne una, analoga alla vigilia del Capodanno 2000. Ma fu grazie al fortunoso arresto di un terrorista alla frontiera con il Canada. Siamo una nazione di quasi 300 milioni di persone, con migliaia di chilometri di frontiere. E' come cercare un ago in un pagliaio.

Il Pentagono non e' difeso dai missili? Perche' non ha abbattuto l'aereo che lo attaccava?

"Quel corridoio e' percorso dagli aerei di linea che atterrano o partono dall'aeroporto National al ritmo di uno ogni due o tre minuti. Non sarebbe stato abbattuto neanche se avesse puntato sulla Casa Bianca, cosa facilissima. Non era ancora scattato l'allarme. Sono sicuro che in futuro non avverra' piu'.

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