L'ANIMA "DEL GENIO"
DEL 12° CORSO
ANEDDOTO
di Bruno Grazi
Gallus magnus!
Mercoledì 6 Maggio 1959 - Scuola di Applicazione del Genio - Intervallo grande ore 11,00 circa. Il Cap. Calabrese, dopo la consueta "Scuola morale", sta per metterci in libertà.
Si alza Gallus, il nostro capocorso, e con il solito fare un po sornione esordisce:
Signor Capitano, senza nulla togliere alla lezione di "Impiego del Genio" prevista per oggi pomeriggio dalle 14,30 alle 16,30, vorrei proporre di anticipare lorario di mezzora, per consentirci di vedere in diretta TV da Wenbley alle 16,00 la partita Italia-Inghilterra.
Il Capitano sconvolto:
Gallus! Mi meraviglio di lei che ritengo una persona seria! Una tale proposta non me la sarei mai aspettata! Ma si rende conto cosa potrebbe succedere se il Comandante della Scuola entrando alle 16,15 in aula non vi trovasse nessuno?
Gallus sconsolato:
Ho capito! Forse è più facile, telefonando alla Lega Calcio, ottenere lo spostamento della partita!!
Battuta micidiale che, forse, il Capitano non ha compreso, perché non ha neppure sorriso. Sta di fatto che il Col. Barco venutone a conoscenza ha disposto di anticipare la lezione alle 14,00, salvando limpiego del Genio e la visione della partita, che per la cronaca è finita 2-2 (Charlton e Bradley per lInghilterra nel primo tempo, Brighenti e Mariani per lItalia nella ripresa).
RICORDO DI UN AMICO
Ricordo molto bene quei primi giorni di Accademia (fine Ottobre 1955), quando nascono le prime amicizie, alcune delle quali particolarmente solide e destinate a durare tutta la vita, come quella con Ennio MUSCAS da Sanluri.
Mi colpì subito quel giovane sardo, alto, atletico, dal sorriso accattivante, che ispirava immediata fiducia e simpatia.
Ci scambiammo le solite informazioni sulla provenienza, gli studi fatti, i motivi che ci spingevano a intraprendere la carriera militare e così via.
Quando mi domandò: di dove sei? di Sinalunga! risposi. E lui: dove fu arrestato Garibaldi il 24 Settembre 1867!.
Al momento mi meravigliai di questa sua formidabile memoria per un fatto così poco noto, ma ebbi poi modo di verificare quanto fosse per lui facile imparare e ricordare tutto.
Oltre che per la Storia aveva una particolare predilezione per la Geografia: sapeva tutto sui più sperduti paesi della terra! Era capace di leggere due volte una pagina e ripeterla a memoria senza un errore.
Un giorno del 1958, a Torino, ero andato a trovarlo e gli feci questa domanda: senti un po, Ennio, tu che riesci così bene in tutto , come andavi al liceo in filosofia?. Risposta: è lunica materia che non sono mai riuscito a digerire, ma allesame di maturità ho preso 9!. Ed io non riesco a capire! Sorrise e: vedi quello scaffale? Ci sono i miei libri del liceo, prendi quello di filosofia, apri una pagina a caso e leggi il primo rigo. Lo feci e lui: alt! e proseguì a memoria il resto della pagina. A distanza di tre anni ricordava, parola per parola, tutto il libro di filosofia. Aggiunse: quando la professoressa, che mi interrogava, mi chiese: mi parli di Kant io partii come era scritto sul libro. A un certo punto mi fermò dicendo: basta così! Se mi avesse fatto qualche domanda, mi sarei perso!.
Naturalmente non godeva solo del dono della memoria, aveva anche una spiccata intelligenza che lo faceva emergere in tutte le materie che richiedevano il ragionamento. Risultò, tra laltro, anche il migliore in educazione fisica, vincendo al termine della Scuola di Applicazione, il primo premio.
Era un mite e un generoso, ma non ebbe tutto ciò che meritava.
Incontrò nella sua strada un Comandante di quelli che non gradiscono essere contraddetti e che condizionò oltre misura la sua carriera, ma per tutti quelli che, come me, hanno avuto la fortuna di conoscerlo a fondo e lonore di essergli amico resta un grande personaggio, una nobile figura di ufficiale, resta soprattutto il rammarico per una troppo prematura scomparsa.
Ciao, caro Ennio da Sanluri! Non ti dimenticheremo!
Bruno Grazi