Omelia del nostro compagno di Corso
Don Renzo Fanfani
Miei cari amici,
vivo questo momento come un kairòs,un tempo ed uno spazio di grazia dentro l' austera solennità della Cerimonia del nostro Cinquantennale.
In questa sala noi, ora, celebriamo la nostra vita, e le vite degli uomini e delle donne che si sono intrecciate con la nostra. E vorrei che le Beatitudini fossero la nota di fondo,il cantus firmus del tempo che abbiamo attraversato in questi 50 anni. Una nota,forse non ben identificata allo inizio,ma poi, con la sapienza che gli anni ci hanno donato, è diventata percepibile, ripetibile,linguaggio comune e riconosciuto.
Il cuore segreto della domanda delle Beatitudini sta nel loro ritornello: beati
beati
beati , da accogliere uno dopo l'altro senza lasciarne nessuno !
Le Beatitudini, da accogliere come una di quelle poesie che rivelano di colpo un mondo che non conoscevi e che ti entra dentro e che abiti come casa tua.
Le Beatitudini come una rivelazione, un patto di intelligenza ed una liberazione dello sguardo, perché la storia è opaca, ma nascosto nella storia c'è il Regno che non è né ricompensa, né riconoscimento di ciò che si è fatto ma è una irruzione di senso.
E diventare allievi delle Beatitudini significa mettersi nella storia personale e collettiva come coloro che la immaginano come il luogo della trasformazione, del cambiamento e non come luogo della gestione.
Miei cari compagni, siamo stati e spesso abbiamo dovuto essere uomini della gestione, ma ora è il tempo di raccogliere e di consegnare una eredità, è il tempo di tornare ad essere uomini della visione, portatori di sogni, come quando, 50 anni fa siamo entrati in Accademia.
Non siamo soli ! Ci accompagnano i volti degli uomini e delle donne che hanno riempito la nostra vita: i volti dei nostri compagni di Corso, i volti dei soldati che abbiamo avuto l'onore di comandare, i volti degli amici, i volti amati dei figli, i volti delle donne a noi care, che ci hanno insegnato ad accogliere la tenerezza, e da cui abbiamo imparato che amare vuol dire cercare di rendere felici, più che esserlo, cercare di ascoltare, più che imporsi.
Diventiamo allievi delle Beatitudini con la stessa passione con cui siamo diventati allievi di questa Accademia.
Perché vedete, amici miei, il nostro non è il tempo della fine , ma dell'inizio.
Ci sono favorevoli i tempi storici. Stiamo vivendo un grande cambiamento culturale, stiamo entrando in una nuova dimensione della coscienza,in una nuova età planetaria, una età in cui l'evoluzione biologica che ci ha fatti quello che siamo, e che è avvenuta attraverso l'antagonismo, lascia il posto ad una coscienza più profonda che ci fa cogliere la complementarietà tra le specie, una forza di collaborazione che è più importante dell' antagonismo. Questo è il tempo in cui prendiamo finalmente coscienza che questo pianeta è la nostra casa, l'unica patria che abbiamo, e che come umanità il nostro destino è comune e che non ci sono alternative a questo destino.
E questo comune destino non è garantito più dall'accumulo dei beni e dalla distruzione del nemico. E' garantito dall'amore e dallo sviluppo di nuove qualità spirituali. La dimensione spirituale è la linea avanzata dell'evoluzione della nostra specie. Siamo una specie che è molto recente nella storia della creazione, e non abbiamo ancora sviluppato tutte le enormi potenzialità che abbiamo.
In termini religiosi possiamo dire che l'azione creatrice di Dio ha trovato forti resistenze e non ha potuto esprimere tutte le ricchezze contenute nella parola : l'uomo sia .
Lo sviluppo della vita spirituale non riguarda unicamente l'interiorità delle persone singole, ma il processo globale che l'umanità sta vivendo per pervenire a forme nuove di fraternità, di condivisione e di pace, necessarie alla vita.
Il lavoro spirituale non riguarda unicamente la nostra armonia interiore, ma il cammino stesso dell'umanità, il salto necessario perché la storia possa procedere.
Essere allievi delle Beatitudini richiede un difficile impegno di studio e di sperimentazione , perché manifestino quello che sono, il progetto di vita nuovo, che il Falegname di Nazareth, il Signore Risorto, il Figlio di Miriam, Gesù il Cristo, propone, che ha annunciato e che rivela cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.
Anche la nostra età gioca a nostro favore. Alla nostra età il vivere è più lento, più essenziale, più consapevole, lentius, profundis, suavis ( più lenti, più dolci , più in profondità ). E mentre le nostre forze diminuiscono cresce in noi l' uomo nascosto, l'uomo inedito che è l'insieme delle possibilità che ci costituiscono nell'intimo, ma che non hanno dove posare il piede, perché la terra è ancora inospitale. Non siamo ancora noi stessi ma lo stiamo diventando. Nasciamo vecchi per diventare nuovi, perché quando veniamo al mondo siamo quello che gli altri ci hanno fatto, siamo solo la nostra storia, il nostro passato. Nasciamo vecchi per acquisire una novità di vita che sarà la nostra identità definitiva. E più la persona cresce più la vita fiorisce dal di dentro e possiamo vivere la novità del presente, prepararsi ad accogliere il futuro, compiendo opere degne di resurrezione.
A costruire questo futuro, questa speranza senza confini per l'umanità di cui siamo ponte, siamo chiamati anche noi, vecchi soldati del 12° Corso, e questa è l'eredità che possiamo lasciare a voi, giovani allievi della nostra Accademia.
Per la vostra età, voi siete uomini e donne della visione, portatori di nuovi sogni.
L' Esercito in cui abbiamo servito e che abbiamo contribuito a ricostruire dopo la fine della guerra, ha terminato la sua ferma, proprio in quest' anno.
Il nostro esercito aveva i confini della nostra Patria, il vostro avrà i confini del mondo.
Noi siamo nati sotto una dittatura, voi siete nati in una democrazia consolidata. Ma una cosa abbiamo in comune. Il giuramento con cui impegniamo la nostra vita in difesa della Costituzione Italiana. Il grande dono che i nostri padri ci hanno fatto dopo l'immane tragedia della II guerra mondiale.
Un dono che siamo orgogliosi di consegnarvi.
Voi state costruendo un nuovo esercito in Italia, che però farà parte di un esercito più grande, quello Europeo, e che si muoverà su uno scenario mondiale.
Avrete bisogno oltre ad una sana costituzione psichica, e di nuove più aggiornate competenze, di un'etica, non come dottrina ma come atteggiamento morale interiore.
Consapevolezza del fine da raggiungere, senso di orientamento complessivo ed umanitario, criteri etici che valgono globalmente ( ciò che in nessun caso è lecito fare e ciò che in ogni caso bisogna fare ), difesa della Costituzione, addestramento e strumenti tecnici adeguati al compito richiesto. Il profilo del Comandante del nuovo Esercito.
Diventate questi comandanti e siate degni dell'obbedienza dei vostri soldati.
A noi, come vecchia Guardia spetta il compito di essere come l'Apostolo Pietro; una pietra sicura, solida, su cui poggiare i vostri giovani piedi per costruire il futuro.