Intervento del Capo Corso del 12°
Ten.Gen. Luigi Giovenali
Carissimo Comandante,
grazie da parte di tutti i Colleghi del 12° Corso, per la calo- rosa accoglienza che l'Accademia ci ha riservato e per le tue affettuose espressioni di stima e di augurio.
Siamo grati e felici che ci sia stato consentito di manifestare qui, con la nostra presenza numerosa e commossa,il nostro attaccamento a questo Istituto ed a questo Palazzo dove, cinquant'anni fa, abbiamo iniziato la nostra vita militare.
Sono stati per noi due anni di duro sacrificio (come lo saranno per voi, cari Uffi-ciali Allievi ed Allievi del 186° e 187° Corso) durante i quali abbiamo costruito, giorno per giorno, la nostra formazione come Uomini e come Comandanti. Qui sono nati e si sono sviluppati i vincoli di fraterna amicizia che, ancora oggi, ci uniscono saldamente.
Siamo onorati per la partecipazione dei nostri ex Comandanti ed Insegnanti, che salutiamo con affetto insieme ai Fa-miliari ed alle Consorti che ci allietano con la loro presenza.
Siamo in molti, ma avremmo potuto essere anche di più numerosi se circostanze avverse non avessero impedito a parecchi Colleghi di essere qui con noi a ricordare questo evento tanto atteso.
Rivolgiamo loro un pensiero ed un saluto quanto mai affettuosi, certi che, in questo momento, Essi stanno pensando a noi !
Ed un ricordo commosso dedichiamo agli Amici che avevano iniziato con noi questa meravigliosa avventura e che, purtroppo, ci hanno prematuramente lasciato !
Oggi avvertiamo qui la loro presenza tra le nostre file.
Essi sono quanto mai vivi e presenti: sentiamo le loro voci e vediamo i loro volti sorridenti. Essi sono parte del nostro schieramento !
A voi, cari Ufficiali allievi ed Allievi del 186° Corso Dignità e del 187° Corso Fermezza, rivolgiamo un saluto affettuoso.
La vostra presenza in armi ci onora e riempie la nostra anima di gioia e di ottimismo. Voi ci ricorda- te come eravamo negli anni dal 1955 al 1957, quando anche noi indossavamo la vostra stessa uniforme, avevamo la vostra stessa età e ci schieravamo in questo Cortile per assolvere i più disparati doveri.
A Voi in particolare, Allievi del 187° Corso, cui da oggi ci lega uno speciale vincolo di gemellaggio, diciamo che Vi siamo vicini con tutto il nostro affetto e Vi auguriamo un futuro sereno e ricco di eventi positivi.
Siate fermi, come dice il nome stesso del vostro Corso, nel perseguire i Vostri obbiettivi ed affrontare coraggio-samente le avversità che certamente non mancheranno nella Vostra carriera di Comandanti. Siate soprattutto leali quando,tra non molto, sarete chiamati a sostenere le Istituzioni con la vostra preparazione ed il vostro impegno.
Abbiate fiducia in Voi stessi e preparatevi con scrupolo, serietà e coscienza : dalla Vostra determinazione dipenderà la capacità di superare le situazioni difficili.
Noi ci sentiamo sereni ed orgogliosi di aver servito il Paese con fedeltà ed entusiasmo e sicuri di aver fatto sempre il nostro dovere.
Siamo certi che Voi saprete fare altrettanto ed essere dei successori all'altezze delle migliori aspettative.
Ci piacerebbe lasciarVi in dono qualcosa di noi, in questa occasione: ad esempio qualche qualità positiva che riteniamo possa aver caratterizzato le nostre azioni e che speriamo abbiate potuto individuare in noi. Forse il profondo senso di appartenenza al Corso e la grande amicizia che ci ha sempre unito e non si è mai affievolita.
E poi l'ottimismo, la voglia di partecipare e fare ancora insieme qualcosa di buono per gli altri
L'ottimismo che ci contraddistingue ci induce a pensare che forse potremo rivederci presto : magari a Torino, tra un paio d'anni. Voi per festeggiare la vostra Stelletta e noi per ricordare la nostra, conseguita quasi cinquant'anni fa.
Salutiamoci allora con un affettuoso
arrivederci ! e con il grido
Viva il 187°, Viva il 12° Corso!