L'anima della Cavalleria

CAVALIERI DEL 12° CORSO

Raffaele PORPORA
Nicola BARI
Giuseppe CORSELLO
Carlo MARTELLI
Giuseppe MOCCAGATTA
Guido PESCE
Pier Luigi GHIRALDINI
Cosimo AVVISATI

Lo Stemma della Cavalleria
e' formato da una granata
con fiamma con incrociate due lance.


Dragoni del Genova a Voltamantovana.

I Rgt lancieri Aosta e Mantova caricano e disperdono le avanguardie nemiche a Fagagna' mentre i cavalleggeri di Saluzzo combattono valorosamente a Veivars.

Dragoni del Genova e i lancieri del Novara si adoperarono senza risparmio e con il loro sacrificio a Pozzuolo del Friuli, salvarono la vita a migliaia di commilitoni.


IL CUORE OLTRE L'OSTACOLO

È questo, come si è già detto, uno dei più significativi anche se abusati, motti della cavalleria che simboleggia pienamente lo spirito dell'arma che passa attraverso la storia con l'impeto dei suoi cavalli, lasciando indelebili tracce. Per le sue caratteristiche manovriere, per la velocità dell'azione e la potenza dell'urto, in arcione si è sempre distinta ed imposta, nella imponenza dei suoi scalpitanti schieramenti, per la capacità di cogliere l'attimo propizio e fuggente e piombare con incontenibile slancio sul nemico incalzante, per ridurne l'irruenza ed arrestarlo o sull'avversario scosso per inseguirlo ed annientarlo. Le gesta sono, del resto, testimoniate dalle ricompense al Valor Militare agli Stendardi - una croce dell'ordine militare di Savoia (oggi detto d'Italia), sei medaglie d'oro, diciotto d'argento, trentadue di bronzo, nove croci di guerra, una medaglia d'oro al valore dell'Esercito- così come dalle moltissime decorazioni individuali che cavalieri di ogni grado e di ogni tempo si sono meritati. Né si possono tralasciare le recenti ricompense al valor civile ed al valore dell'Esercito, attribuite ai reparti per premiare l'abnegazione dimostrata nei soccorsi portati, con la consueta generosità, alle popolazioni colpite da calamità naturali. Si ricordano: la medaglia d'argento al valore civile alle "Guide" per il disastro del Vajont (1963); la medaglia di bronzo al valor civile a "Lodi" per l'alluvione del 1968 nel Vercellese; le medaglie al valor dell'Esercito a "Piemonte", "Genova", "Novara", "Aosta", "Milano", "Firenze", "Guide", "Treviso" nonché le medaglie al valor civile ai comandi delle due Brigate per il terremoto del Friuli (1976).

Questa che si è descritta, è una storia, sia pure succinta, di uomini che senza recriminazioni e contestazioni, ma con lo slancio degli atti compiuti con il cuore, cioè dettati dal più nobile degli impulsi, dall'ideale, hanno operato in guerra e in pace. Legati fra loro dai vincoli indissolubili dell' amor di Patria, della disciplina, del cameratismo e dell'umana solidarietà, hanno dimostrato al mondo intero come nella buona, così nella avversa fortuna si comporta il soldato italiano. Perciò sono maggiormente meritevoli di ricordo specie oggi, in un mondo dai molti squilibri, teso in misura irresponsabile alla sola conquista del benessere materiale, dimentico di quei valori spirituali i quali soli possono far compiere gesta incomparabili. Valori spirituali di cui la cavalleria italiana ha dato ampie prove e testimonianze, poiché nei suoi trecentoventi anni di storia sono mutate più volte le uniformi, le armi, le procedure del combattimento, ma incrollabile ed immutato è rimasto e deve rimanere lo spirito, ossia un modo di agire, di vivere e, quando occorra, anche di morire da uomini d'onore.



I RADUNI NAZIONALI

L'Associazione promuove con cadenza annuale o biennale i RADUNI NAZIONALI dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARMA DI CAVALLERIA che si svolgono di volta in volta in varie località italiane. Il Raduno è un momento di grande aggregazione della struttura dell'Associazione: nella località prescelta al culmine di toccanti cerimonie si ammassano e sfilano associati provenienti da tutte le Sezioni d'Italia con i loro stendardi e il medagliere dell'ANAC unitamente a reparti militari in rappresentanza dei Reggimenti dell'Arma di Cavalleria. I Raduni si concludono normalmente con il Rancio durante il quale si rinnovano tra vecchi e giovani commilitoni amicizie e ricordi.

 
   
 
MILANO 20 maggio 1922 TORINO 20 maggio 1923
PINEROLO 18/22 maggio 1924 POZZUOLO 29/30 ottobre 1925
FIRENZE 3/4 novembre 1926 TRIPOLI 7/9 aprile 1927
ROMA 17/19 maggio 1930 MILANO 20 maggio 1931
ROMA 11 novembre 1933 TRIESTE 27/30 giugno 1936
ROMA 26/29 giugno 1937 COMO 22/24 aprile 1938
VENEZIA 23/25 aprile 1939 TORINO 27/30 aprile 1940
VOGHERA 6/20 settembre 1951 VOGHERA 22 aprile 1956
TORINO 11 giugno 1961 ROMA 4 novembre 1961
NAPOLI 28/30 aprile 1962 TRIESTE 20 maggio 1965
UDINE 29/30 ottobre 1967 TORINO 13/14 marzo 1968
ROMA 3/4 marzo 1970 BRESCIA 23/24 settembre 1972
AOSTA 7/8 settembre 1974 MILANO 18/19 giugno 1977
CASERTA 23/24 giugno 1979 PESARO 13/14 giugno 1981
PALMANOVA 23/24 aprile 1983 BOLOGNA 15/16 giugno 1985
VOGHERA 25/26 giugno 1988 PINEROLO 20 maggio 1990
ROMA 30 novembre 1991 VERONA 20/21 giugno 1992
SALERNO 27/29 maggio 1994 TRIESTE 29/30 giugno 1996
PINEROLO 1/3 ottobre 1999 REGGIO EMILIA 17/18 giugno 2000
CIVITANOVA MARCHE 20/22 aprile 2002 GROSSETO 16/18 aprile 2004

Il prossimo Raduno Nazionale si svolgera' a LECCE nei giorni 16 e 17 aprile 2005



LA RIVISTA DI CAVALLERIA

Sorta come mensile nel gennaio 1886, viene gestita dall'Ispettorato di Cavalleria dal 1898 al 1920. Da tale anno il periodico è edito dall'A.N.A.C. sotto forma di bollettino, riacquisendo veste di rivista dal 1934 al 1943. Riprende le pubblicazioni dal 1950 al 1978 con nomi e frequenze diverse, finché torna rivista mensile. Un breve raffronto con analoghe riviste estere dimostra che è la più antica (solo in Francia nasce nel 1885 ma cessa nel 1939), ma anche quella giunta fino ai nostri giorni, insieme alla rivista USA (Cavalry) sorta nel 1887 e dal 1950 rivista dei corazzati americani (Armor). La Rivista di Cavalleria tratta argomenti ordinativi e addestrativi, ossia professionali anche attraverso una rubrica dedicata alle opinioni in merito allo sviluppo ed al futuro della cavalleria; la cronaca della vita dei reggimenti d'Arma e delle Sezioni A.N.A.C.; tematiche di attualità, nonché i ricordi storici di un passato dal grande fascino, il ricordo dei Caduti e degli scomparsi. Non mancano cronistorie equestri, rubriche minori sul collezionismo. Costituisce veicolo di solidarietà tra i vecchi cavalieri in servizio e in congedo, legandoli in un unico fascio di energie e di spiritualità. Il periodico è autonomo ed indipendente, ma trova naturali ed ovvi limiti nei vincoli statutari sociali ed, in questi termini, si esprime quale organo ufficiale e di collegamento tra la Presidenza Nazionale e le Sezioni, tra i Corpi in armi ed i soci dell'A.N.A.C. Nel suo ambito è stato recentemente istituito un centro storico-culturale che si prefigge lo scopo di ampliare l'attività storica sulla cavalleria, favorendo la pubblicazione di opere di interesse dell'Arma.

Direttore Magg. Gen. RODOLFO PULETTI
Vice Direttore Cap. Arch. SANTE REA
Vice Direttore Dr. GIUSEPPE de STEFANO
Redattore Dr. MASSIMILIANO GUETTA
Segretario Cap. ERMANNO di VINCENZO


IL TEMPIO SACRARIO DELLA CAVALLERIA

L'Arma di Cavalleria dell'Esercito italiano ha una sua chiesa. E' a Voghera; è un'antica chiesa dedicata a Sant'Ilario, detta anche "1a chiesa rossa" per il vivo colore dei mattoni. Dopo molte vicende, nel 1805 fu sconsacrata ed usata come magazzino delle polveri per la guarnigione militare allora acquartierata in città; cessato anche questo uso, la chiesa rimase abbandonata. A salvare il monumento da un incerto avvenire valse l'iniziativa dell'Ente Pro-Oltrepo e dell'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria. Queste due Istituzioni ottennero che il Comune di Voghera, proprietario della chiesa, in data 24 giugno 1952 destinasse lo storico edificio a Tempio Sacrario della Cavalleria Italiana. A Sant'Ilario, originario titolare della chiesa, fu aggiunto, quale contitolare San Giorgio, patrono dell'Arma di Cavalleria. Con i contributi di Enti e di privati furono eseguiti i necessari lavori di restauro.

La destinazione della "chiesa rossa" a Chiesa della Cavalleria Italiana è sottolineata dalla presenza all'interno del sacro edificio, murati sulle pareti, degli stemmi dei reggimenti che, nel momento della sua massima espansione, componevano l'Arma di Cavalleria. Varie lapidi, sempre all'interno della chiesa, riportano le motivazioni della concessione all'Arma di Cavalleria della Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e della Medaglia d'Oro al Valore Militare; ricordano gli appartenenti all'Arma di Cavalleria decorati di Medaglia d'Oro al Valor e dell'ordine Militare d'Italia. Una iscrizione apposta il 31 ottobre 2000 tramanderà la memoria dell'entrata nei ranghi della Cavalleria dei Reggimenti Carri e dei Reggimenti di Cavalleria dell'Aria. All'esterno della chiesa sono collocati gli stemmi delle località che ospitarono o ospitano reparti o scuole dell'Arma nonché gli stemmi di quei Comuni che diedero il loro nome a Reggimenti di Cavalleria. Altri ornamenti conferiscono all'antica "chiesa rossa" l'inconfondibile carattere di luogo di culto dedicato alla Cavalleria dell'Esercito Italiano. Dell'Arma di Cavalleria la chiesa custodisce le memorie più significative e care; nella chiesa l'Arma ricorda i suoi Caduti e le date più importanti della sua storia. Ai compiti relativi all'amministrazione della chiesa provvede il Priorato, cui compete anche di organizzare, in accordo con la Presidenza dell'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, cerimonie, manifestazioni, incontri di carattere culturale; di allestire pubblicazioni ed altro materiale illustrato e così via. Si vuole così custodire, tramandare e vivificare le memorie dell'Arma di Cavalleria, che sono anche memorie della Patria.


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