L'ANIMA DELL’AUTIERE: CORRADO VESCOVI

Anche l’autiere Corrado è “andato avanti”: un Signor Ufficiale, un uomo, un amico del quale mi manca il buon umore, il sorriso, il suo raccontare di donne e motori, di gioie e di dolori, di caserme sgangherate, di comandanti incapaci, in puro gergo parmigiano.
Mi manca la sua straordinaria voglia di vivere , il piacere della compagnia, della risata, anche quando c’era ben poco da ridere.
Mi manca il suo entusiasmo per la vita militare, per i motori di ogni genere, che lui faceva funzionare alla perfezione, il suo senso della giustizia, dell’organizzazione precisa, della disciplina e del dovere, del rispetto e dell’amore per i suoi soldati, tanto che per me ha rappresentato sicuramente “l’anima dell’autiere”, e così voglio ricordarlo.
Mi mancano i suoi consigli, lucidi, precisi, puntuali, come quando ci recammo in Germania per una missione, inviati da Giovannino Guareschi, accolti ovunque con grandi onori, che ci fecero comprendere la popolarità e l’autorevolezza del personaggio.
Per quel viaggio, iniziato a Roncole di Busseto, avevamo come sponsor Verdi e Guareschi, i suoi vicini di casa. Come compagni
Don Camillo, Peppone, Rigoletto, Aida e, al ritorno, Nabucco. Con loro ci presentavamo ai tedeschi, che conoscevano bene tutti quei personaggi e, ricordandoli, diventavamo subito amici.
Siamo entrati insieme in Accademia nel 1955 cantando la marcia trionfale dell’Aida: quante polemiche “emiliane e parmigiane” con lui, spesso non eravamo d’accordo ma, cinicamente, mi divertivo perchè era un piacere polemizzare alla Don Camillo: alla fine si raggiungeva sempre qualcosa di positivo.
Ho apprezzato la generosità e la disponibilità che mi ha sempre dimostrato, anche nelle imprese a rischio. Lui era il porto sicuro a cui attraccavo nei momenti difficili.
Mi dispiace che Corrado sia andato avanti senza aspettarmi, è una perdita per tanti, è una perdita per me, che debbo ormai abituarmi, dopo tanti amici scomparsi, a una estrema solitudine.
Alé alé Corrado, quest’anno CINQUANTENNALE canterò “Va pensiero” all’Adunata degli alpini a Parma, in tuo onore!

Pier Giorgio Franzosi


A Te, eterno Iddio, Signore della pace e
della guerra, noi Autieri innalziamo
la nostra preghiera.
Aiutaci, o Signore, e donaci con la forza
della tua fede la capacità di affrontare
fatiche e pericoli in generosa fraternità
di intenti, offrendo alla Patria la nostra
pronta obbedienza e la nostra dedizione.
Fortifica il nostro animo affinché, fermo
ed incrollabile, sia sempre pronto nell'ora
del cimento.
Ricordando il nostro Patrono Cristoforo,
noi Ti preghiamo, Signore nostro uno e
trino, perché Tu ci assista nella nostra
fatica, perché Tu ci benedica.
Dà forza al nostro braccio ed acutezza
ai nostri occhi, affinché i nostri riflessi
siano sempre pronti e precisi per assolvere
l'arduo compito della difesa della Patria,
fino al sacrificio supremo.
Fa che il rombo delle nostre macchine
scandisca l'inno della Tua gloria oggi
e sempre, e quello della vittoria domani
nell'ombra della Croce.
Così sia.



Torino 1961
Il Monumento degli Autieri d'Italia

Genova 1918
Cippo ai volontari Ciclisti ed Automobilisti, 1915-18

Monza 1977
Monumento all'Autiere

Brescia 1979
Monumento all'Autiere

Nevegal 1981
Monumento all'Autiere

Vigevano 1982
Cippo in memoria degli Autieri

Verona 1982
Monumento ai Caduti Autieri

Bergamo
Monumento agli Autieri Bergamaschi


Genova 1989
Stele in ricordo degli Autieri Liguri caduti in tutte le guerre


Udine 1990
Monumento agli Autieri


Bondeno 1991
Monumento simbolo degli Autieri


Forlì
Monumento agli Autieri caduti

Roma
Monumento agli Autieri caduti, eretto nel cortile della Caserma Rossetti nella citta' militare della Cecchignola

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