Le "CINQUE FINESTRE"

di Francesco Vannucchi

I RICORDI PIU' SIGNIFICATIVI DI FRANCESCO VANNUCCHI
"LE CERIMONIE PIU' BELLE E PIU' SIGNIFICATIVE"
(3^ Finestra)


    Ho assistito e partecipato a molte cerimonie e ne ho organizzate diverse; a mio parere e senza ombra di dubbio, la più bella è stata quella del 140° Anniversario della B.mec."Brescia" (1848 -1988) , di cui ho avuto l'onore di essere il 48° Comandante.

    Non tutti sanno che le tradizioni hanno un grande valore spirituale e morale; esse, infatti, donano agli uomini che le condividono la fierezza e l'orgoglio di servire in unità operative ricche di gloria, fanno nascere nell'animo di ciascuno ciò che definiamo Spirito di Corpo, cioè la fusione degli animi e delle volontà in un solo animo e in una sola volontà, rendono, quindi, questi uomini fervidi e fattivi nel mantenere costantemente la propria unità ad alto livello di efficienza; ciò, per onorare coloro che, servendo in passato sotto la stessa Bandiera, sono stati gli artefici dei fatti di cui meniamo vanto e che ci danno la necessaria tensione morale per affrontare con successo le piccole cose di tutti i giorni, così come le emergenze.

    Proprio per questo tutti gli Eserciti moderni coltivano le proprie tradizioni, rinnovandone periodicamente il ricordo. Al riguardo, ho la sensazione che i più attenti siano i Britannici; questa sensazione, consolidatasi poi negli anni, nacque in me allorché, nell'ottobre 1965, Milano ospitò la "Settimana Britannica", con il "Military Tattoo", una straordinaria esibizione militare, in cui emerse lo spirito di Bandiera dei Britannici e il loro culto delle tradizioni, che diedero allo spettacolo una forza evocativa di grande spessore.

    La Brigata "Brescia" è nata nel Risorgimento, inquadrando le unità di volontari lombardi, prevalentemente bresciani, che combatterono nella 1^ guerra di indipendenza. Ha partecipato a tutte le guerre successive combattute dall'Italia; nella 2^ guerra mondiale, fu impiegata in Africa Settentrionale fino ad El Alamein, ove fu annientata sul campo. Per realizzare la cerimonia, considerata l'intensità e la frequenza delle attività addestrative, fu scelto il 16 Ott. 1988, a cavallo di un periodo in cui tutti i battaglioni erano presenti in sede, alcuni appena rientrati dai rispettivi periodi addestrativi al CAUC, altri in procinto di partire. Ciò che a me piace evidenziare è che non ebbi grosse difficoltà nella preparazione della cerimonia, perché fedele, come ero, al principio secondo il quale l'addestramento va effettivamente fatto seguendo accuratamente i programmi settimanali e non improvvisato al momento dell'esigenza, rendendolo così stressante per il personale e di ridotto rendimento, tutte le unità erano pronte e convinte di poter ben figurare. Infatti, mentre l'addestramento formale era stato curato, fin dall'inizio del mio comando, tutti i giorni nelle mattutine cerimonie dell' Alza Bandiera, che dovevano sempre concludersi - in aderenza alla mia prima direttiva di Comandante- con lo sfilamento in parata dei btg./cp. a suon di musica e la resa degli onori, l'addestramento per squadre fucilieri sul percorso di guerra era stato effettuato programmandolo settimanalmente durante tutto l'anno, così come l'attività ginnico-sportiva di tipo bersaglieresco; in sostanza, soltanto i movimenti del personale nelle Uniformi Storiche, la dimostrazione di difesa personale e il carosello motociclistico avevano richiesto una preparazione "ad hoc". Quest'ultimo -forte di 40 moto, effettuato sulle note della "Cavalcata delle Walkirie", in uno spettacolare repertorio di figure sincronizzate e di esercizi di equilibrio- è stato la carta vincente della manifestazione;

erano diversi anni che le unità del 3° Corpo d'Armata avevano accantonato nelle rimesse le motociclette in dotazione, tanto è vero che il Comandante del Corpo d'Armata aveva sollecitato i Comandanti dipendenti a rimetterle fuori dalla "naftalina" ed a impiegarle nei tradizionali compiti. Esso, oltre che una piacevole sorpresa per il Comandante del Corpo d'Armata, che vide immediatamente eseguita la sua direttiva, fu anche la dimostrazione più ammirata ed applaudita dai cittadini bresciani accorsi in gran numero (tutta la cittadinanza era stata invitata) nello stadio militare "Campo di Marte". Il programma della celebrazione, dopo lo schieramento delle Unità e la rassegna del Comandante del Corpo d'Armata e dopo la commemorazione della ricorrenza da parte di quest'ultimo e del Comandante di Brigata, prevedeva:

l'ammassamento del Reggimento di formazione, per lo sfilamento in parata;

la rievocazione storica (ammassamento durante), resa più viva ed apprezzata dal coordinato ingresso, movimento, evoluzione e schieramento del ben addestrato personale nelle uniformi d'epoca, dal 1848 al 1942: detto personale, ripartito in due aliquote identiche, articolate per scaglioni d'epoca, entrava, dai due lati di Campo di Marte, su file simmetriche per uno, sfilava davanti le tribune, raggiungeva il centro della tribuna d'onore ove le due file si incontravano, assumevano la formazione per due, dirigendosi verso il centro del campo sportivo, per raggiungere da lì le loro posizioni;

lo sfilamento in parata dei reparti in armi con Bandiera, in rappresentanza di tutti i Corpi della Brigata;

il carosello motociclistico;

il saggio ginnico sportivo militare comprendente, in unico scenario, l'attività ginnica, il percorso di guerra, la dimostrazione di tecniche di difesa personale:

il tutto contenuto nei tempi canonici di un'ora. Sulla cerimonia, rimasta ancora oggi nel ricordo della città, esiste un bel filmato, fatto dalla bresciana ditta Cavagnini e donato al Comando della Brigata. Purtroppo, le fotografie non riescono a rappresentare il dinamismo, la perfezione, il successo di questa celebrazione, testimoniato, oltre che dall'entusiasmo del pubblico e dai resoconti dei giornali, soprattutto dalle lettere elogiative inviatemi da personaggi militari e civili. Gli uomini della Brigata, poi, ne sono stati orgogliosi e fieri e ciò contribuì ad elevare ancor di più quello Spirito di Corpo che è il fondamento dell'efficienza delle unità militari. A ricordo dell'anniversario, fu distribuito ad ogni Ufficiale, Sottufficiale, Soldato, un distintivo metallico, da portare sull'uniforme. Per tale distintivo, la Brigata ricevette il primo premio dal Centro Internazionale di Uniformologia, Iconografia e Scenografia Militare "Pietro Galateri di Genola".

    Il 141° Anniversario, secondo e ultimo anno del mio periodo di Comando, fu celebrato in Brescia, l'8 Giu. 1989, con una semplice, sentita e partecipata cerimonia finalizzata all'inaugurazione, nella Caserma "Gnutti", sede del Comando di Brigata, di un monumento commemorativo della G.U. e di una preziosa "Sala Ricordi", articolata in tre periodi storici, ricca di documenti, di immagini, di uniformi, di armi, di cimeli dal 1848 al 1989; essa, in sintesi, racchiudeva nelle vetrine 141 anni di Storia della Patria. L'evento ebbe grande risalto nella città e nell'ambiente militare.

    Inoltre, l'anniversario fu ricordato nelle singole cerimonie delle feste d'Arma. La festa dell'Arma di Fanteria fu tenuta, nel Mag. 1989, nella Caserma "Duca" di Montorio Veronese, per un doveroso omaggio alla città di Verona, che ospitava la metà dei battaglioni della brigata, tra i quali l'85° btg. mec. "Verona". Pur nella sua semplicità, essa ebbe un grande successo grazie alla rievocazione storica della Brigata -sempre vivificata dal movimento e schieramento del personale nelle uniformi d'epoca- ed allo sfilamento in parata, perfetto nell'assetto formale, delle compagnie a piedi con Bandiera e delle squadre montate sui mezzi cingolati e ruotati.

    E' stato, altresì, uno spettacolo di folla plaudente ed una ulteriore prova della stima e dell'affetto della popolazione, accorsa in gran numero anche da Brescia, nei riguardi dell'Esercito.

    Nell'occasione, fece il suo applaudito debutto la "Musica Ridotta" della B. mec. "Brescia", costituita solo qualche mese prima.

    Pari soddisfazione mi diede la successiva festa delle Armi "dotte" (Artiglieria, Genio, Trasmissioni), celebrata il 24 Giu. 1989 nella Caserma "Ottaviani" di Brescia e arricchita, come la Festa dell'Arma di Fanteria, dalla celebrazione del 141° Anniversario della Brigata, centrata sulla rievocazione storica con l'ormai immancabile e sempre applaudita partecipazione attiva del personale nelle uniformi d'epoca. Nella circostanza, oltre alle compagnie a piedi e al personale sui mezzi ruotati e cingolati, sfilarono anche le squadre artefici delle vittorie sportive della Brigata.

    Nel Nov. 1994, assunsi il Comando del 5° Corpo d'Armata e mi resi conto che la prima cosa da fare era rivitalizzare forma e sostanza in gran parte delle Unità dipendenti. A tal fine, il rilancio delle grandi tradizioni del 5° C.A. e delle singole Unità fu l'imprescindibile presupposto di tale operazione, a sostegno della mia azione di direzione e di controllo. Fu scritta, quindi, la Storia del 5° C.A., che, seppur sinteticamente, mise in luce quanta importanza aveva avuto questa Unità complessa nelle vicende dell'Italia e ne fu festeggiato il 135° Anniversario della costituzione con una serie di iniziative culturali, musicali, sportive, addestrative, sviluppate nell'arco di un mese (7/9-4/10 1995) e rivolte anche all'ambiente sociale del Triveneto nel quale il 5°C.A. era immerso. Queste iniziative intesero vivificare il ricordo delle fulgide tradizioni della Grande Unità, sia al fine di rendere sempre più saldi quei sentimenti di stima e di affetto, consolidati negli anni da una lunga tradizione di incontri e di collaborazione, che legavano la popolazione civile al 5°C.A. e alle sue Unità sia per risvegliare nel personale militare quello Spirito di Corpo che deriva dall'orgoglio delle proprie tradizioni e genera la tensione morale indispensabile per poter essere sempre all'altezza di chi prima di noi ha servito in armi, con onore, l'Italia. La solenne cerimonia dell'Alza Bandiera con la resa degli Onori ai Caduti, effettuata in Vittorio Veneto, alla presenza del Sindaco e dei cittadini, diede il via alla celebrazione dell'anniversario. L'aspetto culturale si concretò in una conferenza, dal titolo "Una pagina di storia del 5° Corpo d'Armata", tenuta dal Ten.Col. Cadeddu nelle città di Treviso, Pordenone, Udine, Vittorio Veneto, Gorizia. Il conferenziere, oltre a far rivivere l'atmosfera di alto valore spirituale e patriottico del periodo successivo al 1°conflitto mondiale, raccontò le attività svolte dal Corpo d'Armata nel 1921, per la ricerca e la tumulazione nell'Altare della Patria del "Soldato Ignoto", che rappresenta tutti i Soldati d'Italia caduti in guerra. L'attività musicale vide impegnate le Musiche d'Ordinanza delle Brigate "Mantova", "Gorizia", "Pozzuolo del Friuli" e la Fanfara della Brigata "Ariete" in una serie di concerti nelle città di Vittorio Veneto, Udine, Pordenone, Treviso, Gorizia; esse offrirono in ogni città una bella immagine del Corpo d'Armata, con prestazioni di alto livello, che riscossero un grande successo tra le Autorità e i Cittadini, intervenuti sempre in gran numero.

     L'attività sportiva, incentrata sulle gare di Pentathlon Militare, con in palio il 1° Trofeo "Vittoria Alata", vide la partecipazione delle rappresentative del 3°, 4°, 5° Corpo d'Armata e delle Regioni Militari Tosco-Emiliana, Meridionale e della Sardegna. Il trofeo fu vinto dalla rappresentativa del 5°C.A., che, grazie ad una prestazione maiuscola, celebrò nel modo migliore, con la Vittoria, il nostro 135°anniversario.

    Infine le attività addestrative, effettuate da tutte le unità del 5°C.A.: gare di C.A.G.S.M. per squadre fucilieri, gare di addestramento formale per compagnie, gare di marcia, orientamento, lancio della bomba a mano, reattività NBC per pattuglie; esse costituirono una dimostrazione di elevato livello addestrativo delle Unità e di eccezionale impegno e spirito di sacrificio dei singoli. Una partita di calcio tra la Nazionale Militare e l'Udinese Calcio costituì l'ultimo piacevole tassello della celebrazione.

    Grazie anche a queste attività, ho potuto constatare, al termine del mio primo anno di comando un miglioramento sostanziale delle Unità nei livelli di efficienza dei mezzi e dei materiali, concretamente valutabili attraverso le aride cifre numeriche e percentuali, nella più efficace organizzazione delle attività e della sicurezza nelle caserme, nei miglioramenti apportati nella vivibilità e nella funzionalità delle sedi stanziali a vantaggio dei nostri bravissimi Soldati, nella puntuale e precisa predisposizione delle attività addestrative con particolare riguardo alla sicurezza del personale e all'impiego corretto delle armi e dei mezzi, nella forte riduzione degli incidenti automobilistici, ecc..

    Accanto a queste cerimonie e attività di elevatissimo significato spirituale, ne ricordo altre, vissute con sentimenti diversi, quali quelle in cui si assume il Comando di unità operative e quelle in cui lo si lascia. Mi riferisco, in particolare, alle cerimonie relative ai Comandi di Gruppo, di Brigata, della Scuola di Applicazione e di Corpo d'Armata, nonché all'incarico di DEPUTY CINCSOUTH. Bellissime quelle di assunzione del Comando per l'orgoglio e la gioia del nuovo incarico e perché si è animati dalla volontà di operare al meglio per garantire l'efficienza dell'Unità/Scuola per le migliori fortune dell'Esercito e della Patria; soffuse di un velo di tristezza quelle di cessione del Comando, perché si lascia un organismo vivo, che si ama, forgiato a propria immagine a prezzo di un duro lavoro, pur se vi è la gioia dei risultati conseguiti, concretamente valutabili nell'efficienza dei materiali, nello spirito di collaborazione e nel rispetto e nell'amicizia dei propri Subordinati. Gli Ordini del Giorno emanati durante e a conclusione dei periodi di comando ne forniscono la prova.

     Il 28 Ottobre 1999, oltre che cedere ad un Ufficiale Generale dell'Esercito Greco l'incarico di Vice Comandante in Capo di AFSOUTH, ho anche lasciato il servizio attivo.

    Pur non avendo rimpianti, quella cerimonia è stata speciale: ho guardato, con nostalgia del tempo trascorso, le unità schierate, i Marines Statunitensi e i Soldati Italiani (Carabinieri, Fanti, Cavalleggeri, Bersaglieri, Marinai, Avieri) e mi è sembrato di rivedere, come in sogno, in un rapido accavallarsi di ricordi, di visi sorridenti, di ragazzi di leva, di collaboratori, di amici, di superiori, di attività militari, di eventi personali lieti, quali la mia famiglia, le mie figlie, i miei amatissimi Genitori, i miei numerosi fratelli, il film della mia vita.

    E' stata una bellissima sensazione, così come bella è stata la Cerimonia, fatta in mio onore, con la mia personale rassegna dello schieramento, con la preghiera recitata dal Cappellano Statunitense, con il discorso del Comandante in Capo, Adm. James O. Ellis, ricco, data la circostanza, di belle parole, concluso decorandomi, a nome del Presidente degli Stati Uniti, della "U.S.A. Legion of Merit degree of Commander".

    Dopo il mio intervento di saluto e quello del mio successore, lo sfilamento dei Reparti e gli Onori Finali da parte di una Compagnia dell'8^ Brigata Bersaglieri con Fanfara; nell'occasione, il Capo Fanfara mi ha fatto dono di un gradito ricordo: il cappello piumato, da me ricambiato con il Krest del DCINCSOUTH.

     Quando la Fanfara e la Compagnia d'Onore hanno lasciato con passo bersaglieresco il piazzale, al loro seguito sono volati via il mio sogno e la mia giovinezza.

    Oggi posso dire che la realtà che sto vivendo è molto gradevole e che non ho sofferto il passaggio dal servizio attivo alla pensione. Mi sembra quasi di essere in licenza e, sicuramente, i primi anni hanno costituito recupero di licenze non usufruite e di ore del cosiddetto "lavoro fuori dall'orario di servizio" non remunerato.



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