"OVERLAND"
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Il mondo come e' realmente
Quando rientri a casa, dopo un breve o un lungo viaggio, la mente torna inevitabilmente alle immagini che sono passate davanti ai tuoi occhi, a quello che hai visto, alle sensazione che hai provato. E cerci di catalogarle, ordinarle e trarre da esse nuovi stimoli e conoscenze. Vale per tutti e, naturalmente, anche per me.
Mi ritengo un uomo fortunato. Per quella dose di fortuna che ti fa trovare un giorno nel posto giusto, nel momento giusto e poter entrare in una delle pių fantastiche avventure che un uomo possa vivere. Certo me lo sono anche meritato, per aver potuto presentare un curriculum che mi ha fatto accettare, non solo, ma mi ha fatto anche assegnare un compito di responsabilita'.
Ho potuto girare il mondo, toccare con mano la realta' dei vari Paesi, vivere insieme ai loro abitanti la loro quotidianita', cercare di capire le loro usanze, i loro costumi, il loro modo di considerare il mondo intorno a loro, i loro rapporti con noi, con gli stranieri.
In un mondo ove il turismo e' sempre piu' "mordi e fuggi", voli charter che scaricano migliaia di persone in villaggi turistici totalmente estranei alla realta' del Paese, o torpedoni nei quali i viaggiatori sono sempre piu' solo spettatori del mondo che scorre intorno a loro, noi di Overland abbiamo cercato di dimostrare, di far vedere che l'avventura e' ancora possibile, che si puo' ancora condividere con gli abitanti la vita dei Paesi attraversati, anche se questo puo' voler dire giornate intere passate alle frontiere in attesa del permesso di passare, o muoversi in ambienti naturali estremi, dal caldo torrido dei deserti, al gelo paralizzante dell'artico, all'aria asfissiante delle metropoli piu' inquinate.
I Nepalesi sono soliti ripetere: " Molti vengono per vedere, pochi ripartono dopo aver capito "
Ecco il vero spirito del viaggio, non solo vedere, ma cercare di capire attraverso fili conduttori che possono essere diversi da Paese a Paese, da Continente a Continente, ma sempre con l'ansia di "capire". Non sempre ci siamo riusciti, ed e' questa incompletezza che spinge il viaggiatore ad andare, a ripartire, per cercare di giungere alla conoscenza completa. E non sara' soddisfatto finche' non ci sara' riuscito.
Con i suoi viaggi Overland ha voluto, ha cercato, di realizzare un ritratto del nostro pianeta alla fine del 2^ millennio.
Il primo viaggio, da Roma a New York e' stato caratterizzato dalla sfida tra l'uomo e la natura, sullo sfondo di uno degli ambienti piu' ostili della terra, l'inverno polare con temperature di meno 50 gradi che tutto bloccano, ove il minimo errore e' la fine sicura.
Il secondo ed il terzo viaggio sono stati caratterizzati dalla presenza dell'uomo, che si manifesta in modi infinitamente vari nei vari paesi. Un tuffo nella esuberante esplosione della vita, nell'allegro vociare dei mercati, nelle lussureggianti foreste pluviali ed equatoriali, nelle sfumature di colore che sono l'essenza stessa dell'America Latina e dell'Africa.
Overland ha registrato i suoni, i colori, le tradizioni, i paesaggi, senza perdere di vista le problematiche che segnano molti dei paesi attraversati.
Analfabetismo, carenze sanitarie, poverta', conflitti etnici, sono piaghe che ancor oggi colpiscono milioni di persone e soprattutto i piu' indifesi, i bambini. Così Overland ha voluto diffondere un messaggio di solidarieta' e, con un accordo con l'UNICEF contribuire concretamente al futuro dei bambini, coniugando un fatto sportivo con un atto di solidarieta'.
Ricchezze smisurate accanto a poverta' totali, rivalse, anche violente, sulla segregazione razziale e sul colonialismo, lotte tribali, esaltazione e annullamento del valore della vita umana. Lotta impari contro la desertificazione,la siccita', la carestia, ma anche indifferenza verso forme di istruzione e di modernizzazione. Non sono mancati i momenti difficili, gli ostacoli naturali da superare, la intricata foresta amazzonica, le ripide salite e le quote delle Ande, i ponti instabili, il fango e le inondazioni dell'Africa Centrale, l'impossibile calura dei deserti arabici, i percorsi senza piste col solo GPS.
Il quarto ed il quinto viaggio, dall'Europa alla Cina, andata e ritorno, iniziano attraverso la modernita' degli stati dell'Europa Occidentale, per poi passare attraverso l'abbandono degli Stati dell'ex URSS, le steppe dell'Asia centrale, il massiccio del Pamir, il deserto del Gobi, la catena Himalayana, il corso del fiume giallo, culla della civilta' cinese, per arrivare a Pechino nel dinamico divenire della Cina moderna. Due i fili conduttori di questi viaggi, le vie del commercio, con la mitica "via della seta" e i luoghi sacri di tre grandi religioni, l'induismo, il buddismo ed l'islamismo e l'etica del confucianesimo. Culture, popoli, razze, completamente diversi, attraverso religioni mistiche e sentimenti agnostici, tra spinte dinamiche ed atavica rassegnazione. Il ritorno, per giungere a Roma per l'inizio dellšAnno Santo, passa attraverso le regioni piu' "occidentalizzate" della Cina, Nanchino, Shangai, Canton, poi l'Indocina, protesa in un enorme sforzo di modernizzazione, che vede la sua massima espressione nella Malesia ed in Singapore. L'India, un brulicare di uomini e di animali, una religiosita' ai nostri occhi sconcertante, il misticismo del fiume Gange. E poi il Pakistan, ancora in bilico tra modernita' e tradizione, e l'enorme mondo arabo, con le sue espressioni piu' estreme, dal burka delle donne afgane, dallo chador delle ragazze iraniane, alle minigonne delle ragazze giordane ed egiziane. L'integralismo coranico che si scontra con il desiderio di una moderna evoluzione. Poi Israele, modernitā ed efficienza che lasciano sbalordito chi vi giunge dal mondo arabo. Infine la ex Jugoslavia, una terra senza pace, ove gli uomini sembrano aver perso ogni sia pur minimo barlume di intelligenza.
Lšultimo, il sesto viaggio ha voluto essere una riscoperta del mondo che Roma aveva unito, il bacino del Mediterraneo, ed un omaggio alle montagne nell'anno dichiarato dall'ONU "Anno Internazionale delle Montagne". L'omaggio alle montagne e' stato portato scalando le piu' alte vette di tutti i paesi costieri del Mediterraneo. La romanitā, la grandezza dell'impero romano e' stata riscoperta visitando i mille siti ove Roma ha lasciato i segni della sua civilta'. Forse solo in questo viaggio si puo' avere la sensazione di cosa sia stata Roma. Ovunque, anche a centinaia di chilometri dalla costa, templi, teatri, anfiteatri, statue, i resti dei fori e di palazzi. Il tutto costruito viaggiando a piedi, con carri a traino animale, con scalpelli a mano ! Ma il mondo di Roma e' oggi profondamente diviso da conflitti etnici, religiosi, sociali, politici che rischiano di creare barriere insuperabili. Mai come in questo momento la speranza di un mondo unito, sereno, in pace, sembra allontanarsi sempre piu'.
Riusciremo mai ad unire in un unico grande Paese le genti che vivono nel Mediterraneo, nel segno della loro unica grande Storia ?Non e' mancato, in questo viaggio, un momento di commozione con l'omaggio ai Caduti di El Alamein. Il ricordo di questa tragedia, dell'ultimo grande conflitto mondiale, mi ha portato a riflettere sul bilancio della mia vita.
Il questionario a noi del 12^ Corso poneva una domanda: Rifaresti la stessa strada ? Non risposi, o meglio risposi che ogni scelta di un individuo e' basata sulle conoscenze del momento. E' quindi impossibile una risposta, Ma io sono soddisfatto. Ricordo che all'esame di ammissione in Accademia in un questionario c'era una domanda che piu' o meno chiedeva: "perche' vuoi intraprendere la vita militare" ?. Risposi, insieme ad altre motivazioni:" per avere una vita varia e movimentata". Bene; credo , almeno in questo, di esserci riuscito. Rimpianti, recriminazioni ? Solo quello di non essere riuscito, a volte, ad evitare palesi errori da parte dei vertici "romani", o di chi rifuggiva dal supporto dei tecnici, credendo nella sua onniscienza, data per dono divino dal grado, e in una arcaica visione dell'Esercito come proprieta' personale
Gian Gregorio Carnevale (Gianni)
![]() Overland 6 - 2002 El Alamein |
![]() Overland 6 - 2002 El Alamein |
![]() Overland 6 - 2002 El Alamein |
![]() Overland 6 - 2002 El Golea - La fortezza dell'oasi di El Golea |
![]() Overland novembre 1997 |
![]() Overland 6 - 2002 - A Tombouctou 52 giorni di cammello con un dottore di Overland |
![]() Overland 6 - 2002 - Monstar Bosnia - Con i segni della guerra alle spalle |
![]() Overland 6 - 2002 - Mauritania - Una pista nel deserto con il cartello che indica(va) il tropico del cancro con un dottore di overland |
![]() Overland 3 - 1998 - Lapponia - Con un lappone, un Sami nella lingua locale, ad Inari nella Lapponia finlandese |
![]() Overland 2 - 1997 - S. Salvador - Punto commemorativo dello sbarco di Cristoforo Colombo |
![]() Overland - 1997 |
![]() Overland 3 - 1998 - Capo di Buona Speranza - Partenza di Overland 3 |
![]() Overland 4 - 1999 - Arrivo a Pechino alla Grande Muraglia |
![]() Overland 1 - 1995/6 - Un puntino bianco nel ghiacciaio dell'Artico - Baia di Pevek |
![]() Novembre 1997 - Terra del Fuoco |
![]() Novembre 1997 - Terra del Fuoco |
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