Queste pagine scorrono dentro un paesaggio dell'anima,
in tante immagini di un mondo ben noto,
fatto di sentimenti e colori,
con tutta la freschezza di chi racconta a un amico
i ricordi piu' interessanti.

12° Corso
"IL LIBRO DEI RICORDI"


CONGEDO DAL 12° CORSO

Bisognerebbe porgerlo sulle ali di una bella poesia, come ha fatto Lauro Galzigna, o tacere.
Meglio camminare verso la montagna, dove lo sguardo domina sovrano e le anime hanno aperto le ali: la poesia è lassù, dove la voce dei poeti sale con sonorità simili a quelle del vento.
Gli amici che mi hanno seguito fin qui, nell’aspettazione di una rivelazione, si domanderanno guardando i panorami del pensiero designati, su quale di essi stia per spuntare la nuova stella rivelatrice.
Non lo so.
Come tutti ho interrogato la mia vita, stupito che sia io a dover parlare di “anime” e a cercare quella collettiva del Corso, e non ho avuto la risposta.
Nella ricerca, la tragedia del dubbio, i deliri della fede, le disperazioni della incredulità sono scoppiati in chi ha chiesto alla vita il suo segreto.
Da qualunque parte mi volgessi sentivo sempre nell’orizzonte
un confine, oltre il quale trovavo parole interrotte, discorsi inintelleggibili.
Ho invidiato Renzo Fanfani, che ha scoperto la verità come una bussola sul mare: la vita è amore, battaglie, creazione nel pensiero.
Seguendo lui ho cercato di guardare alto in questo libro, sospeso sullle onde di internet, che non vuole insegnare nulla a nessuno, ma accenna soltanto nel fuggente paesaggio alle vette sulle quali il sole spunta al mattino o s’indugia al tramonto, ai pantani da cui sorgono le nebbie, alle ombre del mistero.
Ho ammirato carriere esemplari, come quelle di Francesco Vannucchi e Sergio Siracusa, avventure splendide, come quelle di Gianni Carnevale e Mauro Spreafico, carriere scientifiche generose, come quelle di Nicola Catalini e Lauro Galzigna.
Adesso che la mia giornata si interrompe nel crepuscolo della sera, guardo ancora alle cime pensando che sarebbe stato meglio non discenderne mai, per quanto esse non siano più vicine delle pianure al cielo.
Ho capito che nell’ideale soltanto è la bellezza della vita; se qualche cosa può somigliare alla verità è la virtù, che dà invece di ricevere e muta, come nel mio caso, i sogni del dolore in opere di pensiero, sia pur modeste ma significative come la nostra.
Accendete dunque tutte le fiaccole, perchè la marcia comincierà presto nella notte.
Pier Giorgio Franzosi

P.S. Fin che non sarà “notte” questo sito rimarrà in linea col 12° Corso, per il continuo aggiornamento delle novità comuni. Non c’è motivo di preparare CD, per scaramanzia.


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