2 INTERVISTA AL 12° CORSO

Continuano le risposte alle seguenti tre domande:

  1. Un gruppo di nostri amici del 12°, come dicono gli alpini, "è andato avanti" e li ricordiamo con affetto. Noi seguiamo in un treno, speriamo di quelli lenti, con 3 carrozze: "ausiliaria", "riserva", "congedo assoluto".
    Dove ti trovi? Sei ben sistemato in buona compagnia?
  2. Siamo nati come ufficiali nel 1957 in piena "guerra fredda" e abbiamo contribuito con il nostro impegno a mantenere la pace in Europa: hai la consapevolezza dell'importanza del lavoro che, a vari livelli, abbiamo svolto?
  3. Se dovessimo ricominciare la nostra vita daccapo, rifaresti la stessa strada?


RISPOSTE

Ten. Gen. (aus) Enzo Conte

Gen. Conte
  1. Mi trovo, in ottima compagnia, in "ausiliaria" dal 04.02.98, quando ho lasciato il servizio attivo per raggiunti limiti d'eta'
  2. Sono pienamente consapevole che abbiamo svolto un'importante attivita', contribuendo nell'ambito dell'Alleanza Atlantica a "vincere la guerra fredda" ed a preservare la pace.
    Ed e' questa consapevolezza che ci ha sostenuto nel nostro faticoso lavoro nei momenti difficili della nostra vita militare, che ci ha stimolato e spronato a dare sempre il meglio di noi stessi.
  3. Se dovessi ricominciare daccapo la mia vita rifarei certamente la stessa strada, con lo stesso entusiasmo, con la stessa fierezza.
    Non vedo, infatti, quale altra professione mi avrebbe potuto dare cio' che mi ha dato la vita militare:
    - continuo accrescimento di esperienza di vita con arricchimento morale e professionale (ho imparato tanto dai dipendenti, dai colleghi e dai superiori);
    - possibilita' di cambiare frequentemente incarico (mediamente ogni due o tre anni), con conseguenti nuove motivazioni e nuovi interessi;
    - possibilita' di svolgere incarichi di varia natura e complessita', in Italia ed all'estero, nei vari settori "operativi, addestrativi e logistici". Incarichi di comando e di Stato Maggiore, ma soprattutto incarichi di comando, che considero i piu' gratificanti e i piu' qualificanti per un Ufficiale;
    - soddisfazione per i traguardi personali conseguiti e per gli incarichi ricoperti (Addetto Militare in Somalia, Comandante della Brigata Corazzata "Mameli", Comandante della Scuola Artiglieria di Bracciano, Ispettore dell'Arma di Artiglieria, Comandante della Regine Militare della Sicilia);
    - possibilita' di stare sempre a contatto con i "giovani" (aiuta a sentirsi ed a mantenersi giovani...almeno nello spirito).
    Ecco perche' rifarei la stessa strada. Ecco perche' sono grato all'Esercito per il "tanto" che mi ha dato. Ecco perche' al nostro Esercito, qualunque sia la mia futura "configurazione", rivolgo il mio piu' grato e sincero augurio di sempre maggiori successi.


  4. Enzo Conte



Brig. Gen. (ris) Sergio Brentegani

  1. Sono nella "riserva" e vivo in un piccolo appartamento del centro storico di Manciano, nella Maremma grossetana, con mia moglie peraltro in precarie condizioni di salute.
  2. Penso di si.
  3. Con l'attuale organizzazione formativa ed operativa, si. Con la mentalita' dei nostri tempi, si, ma con un'ottica piu' carrieristica che del puro dovere in quanto la prima ha premiato, la seconda, e parlo per esperienza, ha penalizzato!


  4. Sergio Brentegani



Ten. Gen. (ris) Mario Rosa

  1. Secondo notizie ufficiose, sono da poco entrato nella posizione di "riserva".
    Sono ben sistemato ed in ottima compagnia nella cittadina veneta di Portogruaro, ove si respira aria ancora sufficientemente pura, e non e' poco!.
  2. Durante i miei quaranta anni di servizio attivo ritengo di avere sempre operato con impegno e passione contribuendo, per la mia parte, al raggiungimento degli obiettivi che l'Istituzione ci aveva affidato.
  3. Senza alcuna esitazione ripercorrerei la stessa strada con la stessa fierezza ed entusiasmo di sempre: vorrei pero' avere ancora alle mie dipendenze degli alpini provenienti dal "servizio di leva", poiché in tal caso le soddisfazioni sarebbero certamente assicurate!


  4. Mario Rosa



Ten. Gen. (aus) Francesco Vannucchi

Gen. Vannucchi




  1. Ho terminato il mio servizio attivo nell'ottobre 1999, cioe' nel secolo scorso, e sono quindi in "ausiliaria". Vivo a Roma in un condominio abitato da colleghi e mi trovo bene.
  2. La domanda e' molto interessante. Sono entrato in Accademia Militare perche' intendevo contribuire attivamente alla difesa della Patria dal pericolo comunista esterno ed interno. Le Forze Armate italiane hanno il vanto di avere garantito, in concorso con gli alleati della NATO la pace in Europa e di avere vinto la "guerra fredda", pur se molto "trascurate" dai nostri governanti. Sono orgoglioso e felice di quanto siamo riusciti a fare, nonostante la fronda interna dei cattocomunisti.
  3. La risposta alla terza domanda non e' facile ma saro' molto franco. Le Forze Armate italiane non hanno mai goduto del rispetto dell'oligarchia cattocomunista dominante dal 1963 in avanti e impegnata a trarre vantaggio dalle posizioni di potere che occupava. Per contro il popolo che incontravamo nelle citta' e nelle campagne ci dimostrava affetto, rispetto e stima anche quando, purtroppo, arrecavamo qualche fastidio alle loro attivita'; cio' ci ha spronato a svolgere al meglio il nostro lavoro al servizio della collettivita' nazionale.
    Cio' premesso, nel periodo che ho trascorso sotto le armi, si e' verificato nella societa' italiana un decadimento terrificante del livello di civilta' e, quindi, di educazione civica, di senso dello Stato e della Democrazia, con l'abbandono dei fondamenti morali che sono alla base del vivere civile, conseguenza, a mio parere, del malgoverno della classe dominante. Pertanto, se potessi ricominciare non rifarei la stessa strada, ma seguirei un'altra carriera idonea a difendere l'Italia (e i nostri concittadini) dai tanti disonesti che, a vari livelli, la hanno governata


  4. Francesco Vannucchi








Brig. Gen. (ris) Vito Armenise




  1. Nel 1987, stanco delle numerose idoneita' e non iscrizioni, ho pensato di tirare i remi in barca e mi sono dimesso, per cui sono uno dei figli della Angelini! Da allora mi sono dedicato alla famiglia, e perche' no, a me stesso. In atto, quindi, dimoro nella carrozza dei "riservisti".
    Dopo il congedamento ho mantenuto i legami con l'ambiente militare ed in particolare con i colleghi del 12° Corso. Sono infatti un assiduo frequentatore dei nostri raduni; con l'aiuto di Aldo Imbo' ne ho organizzato due nel Salento che, a parere dei partecipanti, sono riusciti piuttosto bene. A Lecce mi trovo in eccellente compagnia sia con i compagni di Corso (oltre ad Aldo Imbo', Vittorio Fiori, Mimmo Palazzo, Lino Conversano) sia con altri colleghi con i quali mantengo strettissimi e frequenti contatti.
  2. Indubbiamente il nostro e' stato un bel Corso che ha dato molto alla Patria sia esprimendo personalita' di altissimo livello sia producendo, con tutti quanti gli altri componenti, un lavoro che e' stato sicuramente di grande importanza.
  3. Mi chiedi se rifarei daccapo la stessa strada: totalmente! Compresi gli inevitabili errori che si commettono nell'arco di una vita.
    Come ti ho detto ho lasciato il servizio per dedicarmi di piu' alla famiglia; e' giusto, quindi, che te ne dia un cenno.
    Mi dicono che sono ... beato fra le donne ed e' vero perche' ho avuto la grande fortuna di incontrare una donna meravigliosa sotto tutti i punti di vista (qualcuno dice che costituiamo un caso ... patologico perche' in tre anni di fidanzamento e 40 suonati di matrimonio non abbiamo mai litigato!) e tre figlie ogniuna delle quali ha scodellato una figlia femmina.
    Ti lascio immaginare il mio menage familiare tanto piu' che una delle figlie abita al piano di sopra e l'altra a quello di sotto per cui io e mia moglie facciamo le veci della ... mortadella nel panino! La terza figlia che poi e' la prima, vive a Padova.


  4. Vito Armenise



Gen. Div. CC (aus) Lamberto Disibio

Gen. Disibio
  1. Innanzi tutto il mio pensiero si leva, commosso, agli Amici che sono "andati avanti".
    Io sono salito sulla carrozza dell'AUSILIARIA il 28.11.1999 e mi sono stabilito a Brescia, dove da alcuni anni gia' risiedevano i miei due figli.
    Sono soddisfatto della mia sistemazione e soprattutto della compagnia di mia moglie Alfredina che mi sopporta dal 1963 e mi ha sempre seguito nelle varie sedi dove il servizio nei Carabinieri mi ha portato. A lei soprattutto va la mia gratitudine per quanto ha fatto e per cio' che ancora fara' nell'accompagnarmi, al "capolinea".
  2. Nel 1961 transitai nei Carabinieri, non certo per disamore verso la Gloriosa Arma di Fanteria, ma per seguire la via di mio Padre e nella convinzione di andare a svolgere un'attivita' piu' rispondente al mio carattere ed alla mia preparazione di base.
    Nella veste di Carabiniere credo di avere - nel mio piccolo - concorso a fare rispettare le leggi ed al mantenimento dell'ordine, soprattutto all'interno del Paese. Penso, pero', per venire al quesito, di aver contribuito anche al mantenimento della pace mediante l'assolvimento di questi compiti istituzionali.
  3. Il terzo quesito mi mette in difficolta', forse perche' l'ipotesi di "ricominciare la vita" e' certamente affascinante ma altrettanto certamente priva, purtroppo, di basi realistiche (la "macchina del tempo" e', almeno finora, una mera invenzione fantascientifica!). Credo Cari colleghi del 12° Corso, che sarebbe piu' significativo chiederci se consiglieremmo oggi ai nostri figli (o addirittura ai nostri nipoti) di intraprendere la carriera militare.
    Diro' - spero senza retorica - il mio pensiero.
    I tempi sono profondamente cambiati dai giorni nostri. La nostra e' stata una scelta di vita consapevole ma anche romantica, sostenuta dal credo nel Valore Assoluto della PATRIA, alla difesa della quale ci siamo votati senza riserve, guardando all'esempio dei Tantissimi i cui Nomi riempiono le lapidi che rivestono le pareti dell'ingresso principale della nostra Accademia. Sapevamo, per di piu' (anche perche' ce l'hanno detto chiaramente i nostri Comandanti sin dal primo giorno) che la strada che avremmo percorso sarebbe stata piena di ostacoli, e non ci avrebbe certo portato alla ricchezza materiale.
    I tempi sono certamente cambiati!
    Ma i giovani di oggi, al di la dell'abbigliamento informale, sono veramente cambiati anch'essi?
    Certo sono piu' scaltriti, piu' pratici e meno romantici di quanto eravamo noi. Ma l'esigenza di credere nei Valori, la sentono, e forte, anche loro ( parlo naturalmente di quelli SANI, che sono la maggioranza). Ne ho consapevolezza grazie ad alcune esperienze fatte nel corso della mia carriera, che mi hanno portato a stretto contatto con tantissimi giovani di oggi e che molto mi hanno arricchito.
    Penso, in definitiva, che noi possiamo e dobbiamo ancora indicare senza ipocrisia ai nostri figli e nipoti quella militare come una vita di costante sacrificio il cui premio pił significativo consistera' non negli incerti successi in carriera ma nell'insostituibile soddisfazione della consapevolezza del DOVERE compiuto a favore e nell'interesse della Collettivita'.
    I giovani, che con questi presupposti ideologici vorranno indossare le Stellette, opereranno una scelta matura e realistica privilegiando i propri valori spirituali.
    Tra pochi giorni mio figlio sara' Sottotenente in s.p.e. dei Carabinieri.


  4. Lamberto Disibio



Gen. Emilio Doni

Doni con Jasmine Doni con amico
Doni con famiglia




Ulteriori notizie sul Gen. Emilio Doni (L'intervista continua...)




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