- Sono in ausiliaria e vivo a Lucca, in pieno centro storico. E' una gradevole citta' a struttura Medioevale e mi trovo in un appartamento arioso, silenzioso, ben ristrutturato, ampio e confortevole. Si tratta della mia terra natale che consente un treno di vita forse un po' lento, ma decisamente gradevole e riposante. Ho un bellissimo "menage" familiare grazie ad una moglie che da sempre e' anche la mia migliore amica e un figlio, ormai affermato nel lavoro, una nuora e due nipotini (maschietto e femminuccia) che mi danno solo soddisfazioni e affetto.
L'unico "neo" consiste nel fatto che mio figlio (e la sua famiglia) vive a Roma per esigenze professionali. Ci vediamo tuttavia molto spesso.
Sul piano personale sono ben inserito nella citta'. Ho qualche piccolo impegno e sono inserito nell'agone politico anche se incontro qualche difficolta' nell'accettare totalmente la logica dell'ambiente specifico per una certa grettezza di sentimenti della politica militante in senso lato. Con la struttura militare mantengo rapporti sporadici, anche se molto gradevoli, per effetto delle distanze geografiche e anche per una mia scelta personale.
- Concordo pienamente sul fatto che con la nostra opera abbiamo concorso al mantenimento della pace in Europa e, aggiungo, a mantenere un sistema difensivo credibile a favore dell'Italia e della NATO, nonostante le difficolta' talvolta create da una leadership politica, non sempre sensibile ai piu' alti interessi del Paese.
Abbiamo svolto un lavoro difficile quasi sempre oscuro impegnando noi stessi (e le nostre famiglie) in un'attivita' senza soste che meritava riconoscimenti maggiori. Ma forse il nostro premio erano prorpio la consapevolezza di aver fatto il nostro dovere e l'apprezzamento dei nostri dipendenti.
Ho avuto l'avventura di ricoprire numerosi incarichi, quasi tutti molto impegnativi. Da tutti ho ricavato esperienze professionali e una carica umana che e' diventata il mio vero bagaglio morale.
Vorrei ricordare solo due significativi episodi, tra gli altri, diventati veri e propri punti fermi nella mia memoria di soldato.
Come posso dimenticare il mio soldato, studente presso un conservatorio, che ha voluto donare a me e a mia moglie un concerto per pianoforte presso un circolo ufficiali per ringraziarci della nostra carica umana.
E mi riempie ancora di emozione il ricordo del gruppo di soldati dell'Autoreparto del CAUC di Capo Teulada (unita' che ho ancora nel cuore) che nell'ultimo giorno del mio comando mi hanno fermato nelle strade della caserma e mi hanno consegnato una placca con la X, insegne di comando per autovettura del Generale di Brigata, dipinta un po' affrettatamente di rosso. Ricordo ancora la frase pronunciata, mezzo in sardo e mezzo in italiano da uno di loro: "ne abbiamo costruite tante per tanti generali in visita e ne abbiamo voluto costruire una per il nostro colonnello quando tornera' qui da generale".
Nella mia vita ho avuto molti regali anche di valore. Alcuni sono custoditi in soffitta. La placca costruita dai soldati del CAUC e' in bella vista accanto alla Bandiera - insegna del comandante della FTASE - che mi e' stata consegnata proprio l'ultimo giorno del mio comando e del mio servizio attivo.
Il nostro impegno e la nostra attivita' sono stati importanti. Tanto importanti da aver lasciato il segno in molte persone e, forse, anche nella Storia della nostra Patria, che se oggi puo' tenere la testa alta nell'agone internazionale lo deve anche, almeno in piccola parte, ai cittadini in uniforme, che come noi, hanno dedicato il loro impegno e la loro professionalita' alla difesa del suo territorio e del suo onore.
- Non so se oggi, potendo ricominciare daccapo, farei la stessa strada. La vita delle persone, purtroppo, non e' ripetibile e le cirostanze e i tempi cambiano radicalmente rendendo l'ipotesi a base del quesito in esame troppo teorica.
Una cosa e' certa: entrai in Accademia con entusiasmo e ho lasciato il Servizio attivo con molto dispiacere. Negli anni trascorsi in uniforme non ho mai avvertito alcun sentimento di repulsione verso la vita militare. Al contrario ho amato profondamente le unita' di cui ho fatto parte e, soprattutto, quelle che ho comandato.
Sono convinto che quella militare e' una condizione nobile, altamente etica, basata su valori fondamentali che, entrati nel nostro DNA nel cortile d'onore del Palazzo Ducale di Modena, ci hanno accompagnato per tutta la vita.
Se avverto un rimpianto e' quello di non avere fatto forse abbastanza per il nostro Esercito. Lo abbiamo amato ma, forse, non lo abbiamo difeso a sufficienza dalle insidie di un pacifismo interessato che fingeva di non comprendere che la violenza e la sopraffazione, oggi piu' che mai presente nel mondo, si combattono con le idee ma anche mediante forze militari moderne sorrette dall'etica del rispetto dei diritti di ogni essere umano e guidate dalle leggi che impongono un corretto vivere civile.
Spero che i giovani ufficiali dell'Esercito Italiano di oggi, alcuni dei quali sono stati miei allievi in Accademia, ottengano maggiore successo in questa opera di valorizzazione delle Forze Armate.
Cesare Pucci
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