1 INTERVISTA AL 12° CORSO

Sono state fatte tre domande:

  1. Un gruppo di nostri amici del 12°, come dicono gli alpini, "è andato avanti" e li ricordiamo con affetto. Noi seguiamo in un treno, speriamo di quelli lenti, con 3 carrozze: "ausiliaria", "riserva", "congedo assoluto".
    Dove ti trovi? Sei ben sistemato in buona compagnia?
  2. Siamo nati come ufficiali nel 1957 in piena "guerra fredda" e abbiamo contribuito con il nostro impegno a mantenere la pace in Europa: hai la consapevolezza dell'importanza del lavoro che, a vari livelli, abbiamo svolto?
  3. Se dovessimo ricominciare la nostra vita daccapo, rifaresti la stessa strada?


HANNO RISPOSTO:

(Cliccare sulla persona che interessa per accedere rapidamente alle sue risposte)

Ten.Gen.Co.Ing.(aus.)Luigi Giovenali

Gen.C.A.(aus.) Sergio Siracusa

Ten.Gen.(aus.) Cesare Pucci

Ten.Gen.(aus.) Luigi Bortoloso

Dott. Francesco Badoer

Ten.Gen.(aus.) Vito Caporaso

Ten.Gen.(aus.) Marino Gennaro

Brig.Gen.(ris) Antonino Musumeci

Brig.Gen.(ris.)Aldo Imbo'

Col.(ris.) Piero Pignataro

Brig.Gen.(ris.) Eligio Lattanzi

Magg.Gen.(ris.) Ferdinado Ferretti

Mag.Gen.(cong.ass.) Pier Giorgio Franzosi

Brig.Gen.(ris.) Giorgio Ghizzoni

Brg.Gen.(ris.) Giovanni Lamedica

Magg.Gen.(ris.) Franco Filippucci

Ten.Gen.(aus.) Enzo Conte

Brig.Gen.(ris.) Sergio Brentegani

Ten.Gen.(ris.) Mario Rosa

Ten.Gen.(aus.) Francesco Vannucchi

Brig.Gen.(ris.) Vito Armenise

Gen.Div. cc (aus.) Lamberto Disibio

Gen. Emilio Doni

Dott. Lauro Galzigna

Gen. Ambrogio Napolitano

Brig.Gen.(aus.) Gian Gregorio Carnevale

Gen. Rosario Bevilacqua

Gen.Div. Antonio D'Errico

Elia Paoli

Augusto Spaggiani

Carlo Griselli

Gen. B. (Ris.) Nicola Signore

Gen. B. Tonino Adorno

Br. Gen. (d. a.) Domenico Pastore

Gen. (Ris.) Lorenzo Audisio

Dott. Carlo Sanfelici

Dott. Nicola Catalini

Gen. (ris.) Vincenzo Dobelli


Ten. Gen. Co. Ing. (aus) Luigi Giovenali

Gen. Giovenali
  1. Mi trovo, in simpatica, anche se non numerosissima compagnia, nella carrozza "AUSILIARIA". Il 9 febbraio del 1999 ho infatti lasciato, a domanda, il servizio attivo, con più di tre anni di anticipo rispetto al mio limite d'età (22 marzo 2002).
    La permanenza nella posizione di "ausiliaria" ha, per me che ho lasciato il servizio a domanda, la durata di cinque anni. Mi è stato possibile transitarvi, anziché essere collocato direttamente nella riserva, perché, al momento della domanda, avevo ormai più di quarant'anni di effettivo servizio.
    Ho firmato un impegno, come è richiesto per tutti coloro che optano per l'ausiliaria, a prestare servizio in qualunque momento mi sia richiesto dall'Amministrazione, purché si tratti di incarico adeguato al grado e con sede di servizio nella Regione di residenza.
    In effetti, l'amico Antonino Tambuzzo, allora Direttore Generale di Persomil, mi ha nominato, nel mese di luglio del 1999, capo di un gruppo di lavoro nell'ambito del progetto SIPAD (automatizzazione della gestione di tutto il Personale, militare e civile della difesa).
    Il mio gruppo di lavoro si occupa della rete telematica, necessaria al sistema, e dell'individuazione dei terminali e della relativa ubicazione.
  2. Sono convinto di aver fatto un buon lavoro nel mio settore tecnico, così come tutti i Colleghi del 12° hanno fatto nel loro settore d'impiego!
  3. Poiché sono una testa dura (normalmente si preferisce parlare di "coerenza", ma chi sa se è vero), non ho la minima esitazione a dire che certamente rifarei tutto quello che ho fatto!


  4. Luigi Giovenali



Gen.C.A. (aus) Sergio Siracusa

Gen. Siracusa
  1. In ausiliaria dal 2000, sono stato trattenuto in servizio quale Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, incarico che copro dal febbraio 1997 (termine previsto Aprile 2002).
  2. Sono consapevole ed orgoglioso del lavoro svolto dalle nostre Forze Armate nei difficili anni del dopoguerra, nel periodo della c.d. guerra fredda e in quello che stiamo vivendo. Ancora molto c'e' da fare per risolvere i conflitti, le tensioni e i problemi che mettono a rischio la pace in Europa e nel resto del mondo. Sono certo che, anche per il futuro, i militari italiani si distingueranno per la generosita' e la professionalita' con le quali sapranno impegnarsi per qualsiasi iniziativa orientata a garantire il mantenimento della pace.
    Grazie al lavoro nostro e di tutti, le Forze Armate italiane godono di piu' grande prestigio in Italia ed all'estero. Di questo dobbiamo andare pienamente fieri.
  3. Rifarei, senza alcun dubbio, le stesse scelte con lo stesso entusiasmo e la stessa determinazione, consapevole dell'unicita' delle esperienze e delle soddisfazioni di una vita spesa con le "stellette".


  4. Sergio Siracusa



Ten. Gen. (aus) Cesare Pucci

Gen. Pucci
  1. Sono in ausiliaria e vivo a Lucca, in pieno centro storico. E' una gradevole citta' a struttura Medioevale e mi trovo in un appartamento arioso, silenzioso, ben ristrutturato, ampio e confortevole. Si tratta della mia terra natale che consente un treno di vita forse un po' lento, ma decisamente gradevole e riposante. Ho un bellissimo "menage" familiare grazie ad una moglie che da sempre e' anche la mia migliore amica e un figlio, ormai affermato nel lavoro, una nuora e due nipotini (maschietto e femminuccia) che mi danno solo soddisfazioni e affetto.
    L'unico "neo" consiste nel fatto che mio figlio (e la sua famiglia) vive a Roma per esigenze professionali. Ci vediamo tuttavia molto spesso.
    Sul piano personale sono ben inserito nella citta'. Ho qualche piccolo impegno e sono inserito nell'agone politico anche se incontro qualche difficolta' nell'accettare totalmente la logica dell'ambiente specifico per una certa grettezza di sentimenti della politica militante in senso lato. Con la struttura militare mantengo rapporti sporadici, anche se molto gradevoli, per effetto delle distanze geografiche e anche per una mia scelta personale.
  2. Concordo pienamente sul fatto che con la nostra opera abbiamo concorso al mantenimento della pace in Europa e, aggiungo, a mantenere un sistema difensivo credibile a favore dell'Italia e della NATO, nonostante le difficolta' talvolta create da una leadership politica, non sempre sensibile ai piu' alti interessi del Paese.
    Abbiamo svolto un lavoro difficile quasi sempre oscuro impegnando noi stessi (e le nostre famiglie) in un'attivita' senza soste che meritava riconoscimenti maggiori. Ma forse il nostro premio erano prorpio la consapevolezza di aver fatto il nostro dovere e l'apprezzamento dei nostri dipendenti.
    Ho avuto l'avventura di ricoprire numerosi incarichi, quasi tutti molto impegnativi. Da tutti ho ricavato esperienze professionali e una carica umana che e' diventata il mio vero bagaglio morale.
    Vorrei ricordare solo due significativi episodi, tra gli altri, diventati veri e propri punti fermi nella mia memoria di soldato.
    Come posso dimenticare il mio soldato, studente presso un conservatorio, che ha voluto donare a me e a mia moglie un concerto per pianoforte presso un circolo ufficiali per ringraziarci della nostra carica umana.
    E mi riempie ancora di emozione il ricordo del gruppo di soldati dell'Autoreparto del CAUC di Capo Teulada (unita' che ho ancora nel cuore) che nell'ultimo giorno del mio comando mi hanno fermato nelle strade della caserma e mi hanno consegnato una placca con la X, insegne di comando per autovettura del Generale di Brigata, dipinta un po' affrettatamente di rosso. Ricordo ancora la frase pronunciata, mezzo in sardo e mezzo in italiano da uno di loro: "ne abbiamo costruite tante per tanti generali in visita e ne abbiamo voluto costruire una per il nostro colonnello quando tornera' qui da generale".
    Nella mia vita ho avuto molti regali anche di valore. Alcuni sono custoditi in soffitta. La placca costruita dai soldati del CAUC e' in bella vista accanto alla Bandiera - insegna del comandante della FTASE - che mi e' stata consegnata proprio l'ultimo giorno del mio comando e del mio servizio attivo.
    Il nostro impegno e la nostra attivita' sono stati importanti. Tanto importanti da aver lasciato il segno in molte persone e, forse, anche nella Storia della nostra Patria, che se oggi puo' tenere la testa alta nell'agone internazionale lo deve anche, almeno in piccola parte, ai cittadini in uniforme, che come noi, hanno dedicato il loro impegno e la loro professionalita' alla difesa del suo territorio e del suo onore.
  3. Non so se oggi, potendo ricominciare daccapo, farei la stessa strada. La vita delle persone, purtroppo, non e' ripetibile e le cirostanze e i tempi cambiano radicalmente rendendo l'ipotesi a base del quesito in esame troppo teorica.
    Una cosa e' certa: entrai in Accademia con entusiasmo e ho lasciato il Servizio attivo con molto dispiacere. Negli anni trascorsi in uniforme non ho mai avvertito alcun sentimento di repulsione verso la vita militare. Al contrario ho amato profondamente le unita' di cui ho fatto parte e, soprattutto, quelle che ho comandato.
    Sono convinto che quella militare e' una condizione nobile, altamente etica, basata su valori fondamentali che, entrati nel nostro DNA nel cortile d'onore del Palazzo Ducale di Modena, ci hanno accompagnato per tutta la vita.
    Se avverto un rimpianto e' quello di non avere fatto forse abbastanza per il nostro Esercito. Lo abbiamo amato ma, forse, non lo abbiamo difeso a sufficienza dalle insidie di un pacifismo interessato che fingeva di non comprendere che la violenza e la sopraffazione, oggi piu' che mai presente nel mondo, si combattono con le idee ma anche mediante forze militari moderne sorrette dall'etica del rispetto dei diritti di ogni essere umano e guidate dalle leggi che impongono un corretto vivere civile.
    Spero che i giovani ufficiali dell'Esercito Italiano di oggi, alcuni dei quali sono stati miei allievi in Accademia, ottengano maggiore successo in questa opera di valorizzazione delle Forze Armate.


  4. Cesare Pucci



Ten. Gen. (aus) Luigi Bortoloso

Gen. Bortoloso

San Zeno: dove si riposa il guerriero
  1. Mi trovo in una frazione del comune di Galeata (Forlì) denominata Strada San Zeno e i cui abitanti non raggiungono le 200 unita': e' il mio luogo di origine e mi ci trovo benissimo, anche se mia moglie mi ha seguito "obtorto collo", comunque passiamo il nostro tempo in grande serenita' tra pochi ma buoni antichi amici. Anche il vino e' ottimo, il che non guasta.
  2. Senza esitazione ho la consapevolezza del lavoro che abbiamo svolto e del quale sono pienamente soddisfatto, anche se per temperamento tendo a non esaltarmi.
  3. In ogni caso, se dovessi ricominciare certamente rifarei la stessa strada con l'antico entusiasmo.
    E' bello comunque coltivare anche l'ozio, inteso in senso romano, cosa che pratico senza rimpianti pur conservando un gradito ricordo di tutto il periodo trascorso in servizio, dal quale tanto ho avuto.
    Teniamoci in contatto!


  4. Luigi Bortoloso



Dott. Francesco Badoer

Dott. Badoer

  1. Trovo difficile rispondere alle tre domande, anche perché nell'anno 1967 ho lasciato volontariamente l'esercito, per seguire altre carriere nella vita civile : ragioniere nella Ragioneria Provinciale dello Stato, ispettore di dogana, insegnante di materie giuridiche ed economiche, commercialista e segretario comunale. In quest'ultima carriera, di cui ricopro il grado di segretario generale di 1a , non ho ancora terminato il mio servizio, pur essendo momentaneamente nella posizione di disponibilità e in attesa delle decisioni del Consiglio di Stato, avendo ampiamente vinto al Tribunale Amm.vo della Regione Friuli Venezia Giulia.
  2. Sono poco convinto di aver contribuito con il mio impegno a mantenere la pace in Europa, anche perché essendo stato richiamato nel 1978 per un breve periodo di 40 giorni ho ritrovato una situazione peggiore di quella lasciata. Non mi ricordo che nel 1978 si pensasse tanto alla pace in Europa, ma più alla fine del terrorismo interno, che era temuto anche all'interno delle caserme. Le sorprese non erano ancora terminate, perché nel 1994 - 1995, quando i miei figli furono chiamati a svolgere il servizio di leva, i compiti dell'esercito erano quelli delle cosiddette missioni di pace all'estero e dell'ordine pubblico interno e ai confini (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia). Ambedue i gemelli furono assegnati ad un reggimento di artiglieria da montagna, ma girarono mezza Italia, da Codroipo a Sabaudia, da Tolmezzo a Catania, da Bolzano a Bologna, mai si fermarono in Carnia. Adesso l' esercito va sparendo, perché passati da un primo entusiasmo sul volontariato, e sulle pari opportunità, è crollata sia l'adesione delle donne, che la partecipazione dei volontari.
  3. In queste condizioni come si fa a dire rifarei la stessa strada? Ammiro i colleghi, che con grande entusiasmo rifarebbero le stesse scelte, ma è da chiedersi in quale situazione: in quelle di allora, o in quelle di oggi? Ho un piacevole ricordo solo dei primi cinque anni di servizio, per i rimanenti sette anni è meglio dimenticare. Una volta si diceva che abitavamo nella patria della certezza del diritto. Ora ci troviamo in un paese dove si sospende la Costituzione, si delegifica e la giustizia oltre ad essere lenta, è influenzata dalla politica. In questo clima e in questo ambiente è meglio affermare che si vive una volta sola.

    Francesco Badoer




Ten. Gen. (aus) Vito Caporaso

Gen. Caporaso

  1. Mi trovo nella carrozza uno, "Ausiliaria", del treno dei "ritardatari". Non mi sembra un convoglio lento, come si auspica; anzi, il rapido scorrere dei giorni mi fa pensare ad un Euro Star. Spero solo che - viaggio durante - mi sia offerta la possibilita' di cambiare vettura e che la mia permanenza nell'ultima di esse, "Congedo Assoluto", sia lunga e piacevole.
    Sono alla Presidenza della Cassa Ufficiali Esercito in Roma alla caserma "Betti".
    Richiamato senza assegni, credo di essere in ottima compagnia perche' convivo con me stesso.
    Sto imparando a conoscermi e questo non e' male: nella mia vita da mediano ho pensato solo agli altri. Adesso debbo imparare che ci sono anch'io.
  2. Ho piena consapevolezza del lavoro che, ai vari livelli, mi e' stata offerta l'opportunita' di svolgere.
    Maggiore, pero', e' il rammarico di non aver fatto di piu'. Forse avrei potuto, forse no.
    La mia parte comunque, non mi provoca oggi spunti di autocensura.
  3. Rifarei la stessa strada: daccapo, e - quel che piu' conta - con gli stessi compagni di cordata, con la stessa ragionata modestia, con lo stesso candore.
    Non ho rimpianti, ne coltivo delusioni. Come ho scritto nel mio breve messaggio di commiato quando, il 12 febbraio scorso, ho lasciato il servizio attivo, nel mio personale rapporto con l'Esercito, sono io quello che ha avuto di piu'. Come non ringraziare?
    Fortunatamente, pero', la domanda e' virtuale: per quanto ne so, chi e' "andato avanti" (come dicono gli alpini) non ha avuto una seconda occasione e questo sara' per i passeggeri del nostro Euro Star.
    Meglio così perche' la mia risposta a questa domanda resta affrancata dall'obbligo di controprova.

Vito Caporaso




Ten. Gen. (aus) Marino Gennaro

Gen. Gennaro

  1. Sono in ausiliaria, richiamato in servizio, ed occupo l'incarico di Drettore Centrale dell'Ufficio Centrale del Bilancio e degli Affari Finanziari.
  2. Si e ne sono fiero!
  3. Sono pronto a ripercorrere la stessa strada, con lo stesso entusiasmo e soddisfazione di allora.

Marino Gennaro




Brig. Gen.(ris.) Antonino Musumeci

Gen. Musumeci

  1. Mi trovo nella carrozza denominata "RISERVA".
    Sono in buona compagnia e spero che il treno arrivi il piu' tardi possibile...
  2. Sì, abbiamo fatto un lavoro pieno di responsabilita' e di rischi per il bene dell'Italia, ma ora tutti si sono dimenticati dei nostri sforzi e sacrifici. Si rischia di rovinare in poco tempo le fatiche di una vita.
    L'unica soddisfazione ci e' stata data dalla consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono.
  3. Se sapessi di vivere in un mondo dove regnano giustizia e lealta' sarebbe sicuramente la scelta migliore.
    Sì: la rifarei.
Antonino Musumeci




Brig. Gen.(ris.) Aldo Imbo'

Gen. Imbo'

  1. Mi trovo nella carrozza centrale dal 1° gennaio del 1998, dopo essere stato per otto anni nella prima carrozza. Sono stato sempre in ottima compagnia, sia nella prima carrozza che nell'attuale ho vicino voi miei compagni del 12° Corso, non debbo fare altro che venirvi a trovare sia nella prima che nell'ultima carrozza. Non ho mai desiderato viaggiare su un treno "locale" a causa delle continue fermate: ora al contrario desidero di non giungere mai al capolinea perche' solo così posso godere della vostra compagnia.
  2. Se non fossi stato pienamente convinto che il nostro impegno non avesse contribuito a mantenere la pace non solo in Europa ma anche nel mondo, ora non mi troverei su questo treno! A prescindere poi che all'origine di tutto vi erano DIO, LA PATRIA E LA FAMIGLIA.
    Io ce l'ho messa tutta e credo di non aver nulla da rimproverarmi: ho sempre tirato avanti anche quando il cammino era faticoso e difficile "divorare le lacrime in silenzio, donare sangue e vita, questa è la nostra legge ..."
  3. Rifare la stessa strada? Pronto, anche da subito!
    A tal proposito il destino ha voluto che "passassi la stecca" al minore dei miei due figli, Antonio; quel Capitano del Genio di cui si è parlato a proposito del disinnesco dell'ordigno bellico rinvenuto a Vicenza. E' il dialogare con lui, partecipare anche come "spettatore" alla sua vita e ... trepidare per lui (istinto paterno), ed alla fine vederlo soddisfatto del suo lavoro, questo significa anche "ripercorrere quella stessa strada".
    A te, mio caro amico, saro' sempre vicino e ti abbraccio fraternamente.
Aldo Imbo'




Col.(ris.) Piero Pignataro

Gen. Pignataro

Risposte ai quesiti:

  1. 1° quesito:
    Spero di sì. Io attualmente sono in riserva e spero che il treno sia molto lento;
  2. 2° quesito:
    Tu pensi che io possa aver fatto trenta anni di questo lavoro senza la consapevolezza di quello che facevo? La risposta è senza dubbio positiva;
  3. 3° quesito:
    Se con l'esperienza di adesso, la risposta non puoì essere che sì.
Piero Pignataro




Brig. Gen.(ris.) Eligio Lattanzi

Gen. Lattanzi

  1. Mi trovo da non molto tempo sulla carrozza della "riserva" ed ho notato che il treno, anche se rispettoso dei segnali di sosta e di fermata, corre molto velocemente.
    Mi sono sistemato a Viterbo dove ho una non molto numerosa ma buona cerchia di amicizie con cui trascorro ore serene e piacevoli. Dedico tempo a fare il cincinnato a Morro Reatino (RI) dove i monti del Terminillo talvolta mi vedono effettuare passeggiate a carattere turistico.
    Con l'Associazione Nazionale Aviazione Esercito partecipo, specialmente nel Centro Italia, assieme a mia moglie a qualche avvenimento socio culturale mentre con l'Associazione Nazionale Alpini ho modo di ritrovare i "veci" ai quali sono legato da sentimenti di reciproca stima ed in tutti ammiro il profondo spirito di corpo, la generosita' ed il loro altruismo. Grazie anche alla dedizione e capacita' organizzativa di alcuni nostri colleghi ogni tanto mi ritrovo a trascorrere ore piacevoli e godere della presenza degli amici del 12° Corso.
  2. Il secondo quesito merita una risposta decisamente affermativa. Qualcuno dei nostri colleghi continua tutt'ora a dare un valido contributo al mantenimento della pace in Europa. Tutti noi, anche se in misura e modalita' diverse, ci siamo adoperati per tali obiettivi anche in campo extra europeo. Del corso, per l'opera svolta in ambito nazionale ed estero e per i risultati conseguiti, credo si possa affermare a buon diritto che ha "prodotto pace".
  3. Con il quesito posto si scivola inevitabilmente nel campo dei ricordi e, dovendo ricominciare, non potrei certo dimenticare gli Alpini; anche gli aerei ed elicotteri sono stati una componente importante della mia vita e che avrebbero un peso determinante nel farmi ripercorrere la stessa strada. Mi augurerei forse di trovare lungo il cammino una maggiore professionalita' e meno opportunismo anche se devo ammettere che, rispetto all'ambiente civile, i militari sono dei puritani.
Eligio Lattanzi




Magg. Gen.(ris.) Fernando Ferretti

Gen. Ferretti

  1. Sono da poco entrato nella riserva, e mi ci trovo benone. Non ho nostalgia ne' rimpianti del passato, per il semplice fatto che l'ho vissuto intensamente. Ho certamente molto dato all'Istituzione, spesso con molti sacrifici miei e della famiglia (tra cui i 15 trasferimenti), ma con onesta' devo dire che ho anche molto ricevuto.
    In sostanza non ho avuto momenti di stasi e soprattutto ho avuto incarichi diversificati che ho svolto con grande entusiasmo. Tra questi, quello di Addetto Militare a Budapest, svolto in pieno clima di guerra fredda (80-83) e quindi ricco di momenti emozionanti, e quello di Consigliere Militare presso l'OSCE di Vienna dove, grazie ad un impiego forse poco ortodosso voluto dall'Ambasciatore Italiano, ho partecipato in prima persona ad alcune negoziazioni di pace in alcune zone calde dell'ex Unione Sovietica (ricordo in particolare il mio impegno in Nagorno Karabak). Andato poi in ausiliaria....ho continuato a lavorare per il Ministero degli Esteri in qualita' di consulente per la Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche, cosa che ho fatto fino a qualche mese fa. Insomma, tutte cose che mi hanno certamente impegnato ma anche molto divertito.
    Nel contempo ho mantenuto i contatti con un bel gruppo di amici. Ci incontriamo regolarmente con le consorti e, con la scusa del bridge seguita da cena, ravviviamo i sentimenti comuni. Con loro parliamo certamente anche del passato, ma soprattutto ci piace valutare il presente. Anzi, forse ci accaloriamo un po' troppo.
  2. Certamente ho la consapevolezza che la nostra attivita' sia servita a salvaguardare la pace. Ho passato una vita a spiegarlo ad amici e parenti, che spesso non capivano le ragioni e le funzioni delle Forze Armate. Non ho alcun dubbio che i pacifisti siano animati da ragioni ideali. Ma chi veramente ha agito ed ha lavorato per la pace siamo noi. Quando il Governo Italiano ha deciso, per primo in Europa, di consentire l'installazione degli euromissili a Comiso ha compiuto uno dei passi fondamentali verso la caduta del comunismo e quindi il superamento dei blocchi.
    Certo e' difficile spiegarlo, ma volenti o nolenti l'equilibrio delle forze, con le relative spese che cio' ha comportato, e' stata l'unica carta vincente per mantenere la pace. Aggiungo che guai se non fossi convinto di quanto sopra: avrei un teribile complesso del fallimento. Per fortuna i risultati dimostrano la giustezza delle tesi del quesito.
  3. Essendo soddisfatto di cio' che ho fatto, certamente lo rifarei e non sono quindi pentito (anche se l'idea di ricominciare mi spaventa un po'). Oggi pero' le cose sono ovviamente cambiate e spesso in meglio (quando mai noi avevamo il fine settimana libero?). Ma forse, a causa della nostra mentalita' "antiquata", in molti casi non ci troverremmo a nostro agio. E quindi non voglio pensarci troppo e voglio godermi, per quanto possibile, il mio status di "collocato nella riserva".

Fernando Ferretti




Magg. Gen. (cong. ass.) Pier Giorgio Franzosi

Gen. Franzosi

  1. Mi trovo nell'utlima carrozza, quella del "congedo assoluto" e sto combattendo da dieci anni la mia guerra personale contro un nemico peggiore del terrorismo internazionale: La sclerosi multipla.
    Dopo aver tanto camminato per Alpi e Appennini, mi sono impegnato a lavorare con l'informazione militare e non l'ho mai voluta confondere con la propaganda, come capita spesso a tanti.
    E continuo tuttora, coinvolgendo anche gli amici del "Dodicesimo": sono perciò in ottima compagnia.
  2. Mi rendo conto che apparteniamo ad una generazione rara, forse l'unica che non ha pertecipato a guerre, e per questo un poco di merito è anche nostro: nei limiti delle nostre competenze non abbiamo mai perduto il senso dell'onore militare e civile, evitando di creare situazioni conflittuali pericolose per i pacifici rapporti ad ogni livello.
    Abbiamo, nel 12° Corso, Ufficiali di grande valore tra cui il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri e tanti altri Comandanti di prestigio nei settori operativo, tecnico e amministrativo.
    Siamo una bella squadra di serie A che sta per vincere il suo campionato, e abbiamo ancora validi giocatori in campo.
  3. Rifarei tutto come prima, ad eccezione di tre cose:
    - curarmi in un ospedale militare;
    - accettare trasferimenti di servizio con la famiglia;
    - aspettarmi comprensione dalle Autorità, una volta in pensione.
Pier Giorgio Franzosi




Brig. Gen.(ris.) Giorgio Ghizzoni

Gen. Ghizzoni

  1. Io GHIZZONI Giorgio sono in "riserva" - mi trovo ben sistemato e in buona compagnia in quel di Vipiteno (BZ) in Alto Adige credo di essere quello che abita stabilmente piu' a NORD del 12° Corso;
  2. ho la consapevolezza del lavoro che abbiamo svolto in tanti anni di servizio e ne vado fiero;
  3. Farei la stessa strada senza dubbio ricominciando magari con l'esperienza di oggi.

Giorgio Ghizzoni




Brig. Gen.(ris.) Giovanni Lamedica

  1. Ufficiosamente sono nella riserva; sono sistemato e in buona compagnia.
  2. Sono consapevole dell'importanza del lavoro svolto in questi anni, anche se purtroppo non sempre l'opinione pubblica ce lo ha riconosciuto.
  3. Di corsa e con maggiore esperienza.

Giovanni Lamedica




Magg. Gen.(ris.) Franco Filippucci

  1. Ho il sospetto di essere avanzato nella carrozza della Riserva, essendo cambiata da un paio di mesi la struttura del mio stipendio. La sistemazione e' comunque ottima, accanto ad una compagna fissa di viaggio, splendida e deliziosa, che mi sopporta da quasi quarant'anni ed insieme con amici cari, fra cui molti compagni di Corso. E poi l'importante e' viaggiare!
  2. Sono orgoglioso di aver contribuito, con il granellino di sabbia dell'impegno, della passione, e dell'intelligenza dei migliori anni della mia vita, all'esito vittorioso della 3° Guerra Mondiale ed alla lotta (vittoriosa anch'essa?) contro le illusioni, i miti falsamente rivoluzionari, la malafede e le violenze che, negli anni definiti con spudoratezza "formidabili", premevano contro le nostre Caserme. Chissa' se abbiamo evitato di dover poi salire con i nostri figli su qualche gommone o qualche carretta del mare verso le coste francesi o spagnole?
  3. Non tutte le scelte della vita sono libere, alcune sono imposte dalle circostanze. Fatta questa premessa, sono pienamente soddisfatto della strada percorsa, dell'aria pulita che ho trovato nella gran parte del cammino, dell'onesta', correttezza e generosita' di quasi tutti i compagni di viaggio che mi precedevano, mi affiancavano e, soprattutto di quelli che mi seguivano, infine, dei riferimenti ideali del nostro talora faticoso viaggio.

Franco Filippucci




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