Ten. Gen. (aus) Francesco Vannucchi |
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- Ho terminato il mio servizio attivo nell'ottobre 1999, cioe' nel secolo scorso, e sono quindi "ausiliaria". Vivo a Roma in un condominio abitato da colleghi e mi trovo bene.
- La domanda e' molto interessante. Sono entrato in Accademia Militare perche' intendevo contribuire attivamente alla difesa della Patria dal pericolo comunista esterno ed interno. Le Forze Armate italiane hanno il vanto di avere garantito, in concorso con gli alleati della NATO la pace in Europa e di avere vinto la "guerra fredda", pur se molto "trascurate" dai nostri governanti. Sono orgoglioso e felice di quanto siamo riusciti a fare, nonostante la fronda interna dei cattocomunisti.
- La risposta alla terza domanda non e' facile ma saro' molto franco. Le Forze Armate italiane non hanno mai goduto del rispetto dell'oligarchia cattocomunista dominante dal 1963 in avanti e impegnata a trarre vantaggio dalle posizioni di potere che occupava. Per contro il popolo che incontravamo nelle citta' e nelle campagne ci dimostrava affetto, rispetto e stima anche quando, purtroppo, arrecavamo qualche fastidio alle loro attivita'; cio' ci ha spronato a svolgere al meglio il nostro lavoro al servizio della collettivita' nazionale.
Cio' premesso, nel periodo che ho trascorso sotto le armi, si e' verificato nella societa' italiana un decadimento terrificante del livello di civilta' e, quindi, di educazione civica, di senso dello Stato e della Democrazia, con l'abbandono dei fondamenti morali che sono alla base del vivere civile, conseguenza, a mio parere, del malgoverno della classe dominante. Pertanto, se potessi ricominciare non rifarei la stessa strada, ma seguirei un'altra carriera idonea a difendere l'Italia (e i nostri concittadini) dai tanti disonesti che, a vari livelli, la hanno governata
Francesco Vannucchi
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