PAOLO CACCIA DOMINIONI

Paolo Caccia Dominioni, Colonnello dell'Arma del Genio, già comandante del XXXI Battaglione Guastatori in Africa settentrionale nella battaglia di El Alamein, è deceduto a Roma il 12 agosto 1992.
Nato a Nerviano, in provincia di Milano nel 1896 ha trascorso quasi tutta la vita all'estero, prima nelle sedi consolari e diplomatiche del padre, poi come ingegnere architetto, espatriato per insofferenza politica nel 1924.
Ha sempre risposto ai ripetuti richiami alle armi; invalido di guerra per ferite, cinque volte decorato al valore militare nel Carso, in Libia, in Etiopia, a El Alamein e infine nella Resistenza.

Le opere letterarie sono le seguenti:

Gli scritti minori:

  • "GIORNALE, I E II", autodattiloscritto corredato da una serie di schizzi;
  • "Elogio delle ombre cinesi", stampato al Cairo d'Egitto nel 1931;
  • "Risvegli nella sera", racconti manoscritti corredati da disegni scritto in Asia nel 1938, pubblicato in Africa nel 1939, riesumato in Europa e ristampato nel 1940;
  • "Registro di bordo", stampato nel 1944;
  • "Casa del perduto amore", del 1949;
  • "Il fantasma onorario";
  • "Casa Caccia Dominioni", 1980 è la storia delle 24 generazioni della casata dell'autore.

I disegni.

L'attività grafica di Paolo Caccia Dominioni è imponente, non solo per il numero di disegni, schizzi, tavole ed illustrazioni, ma anche per gli argomenti ed i soggetti affrontati. L'argomento militare è sempre stato preferito dall'autore: eventi storici, figure caratteristiche, calendari, biglietti di auguri, eventi importanti.

I lavori archittetonici e monumentali.

Ha realizzato più di 300 progetti in quattro diversi Continenti. Ricordiamo i Sacrari militari di El Alamein, Murchison, Bari, gli Infoibati, Tempio votivo del Morbegno; i gruppi monumentali al paracadutista, Viterbo e Livorno, all'artigliere alpino di Udine, alla "Folgore" di Castromarina, al Duca d'Aosta a Gorizia.

La maggior impresa di Paolo Caccia Dominioni, che gli valse riconoscenza internazionale, fu la rischiosa missione per la raccolta delle salme di ogni bandiera sui campi di battaglia del deserto, dove si isolò per oltre 10 anni dopo il 1948.
Il Gen. Gualtiero Stefanon ha scritto di lui:
"Ovunque egli vivesse, intorno a lui era un continuo avvicendarsi di reduci e veterani, sui compagni d'arme, che ne spronavano il ricordo e la fantasia perché la sua matita magica fissasse una volta di più sulla carta quel passato che era tutta la loro vita."
Un bellissimo disegno è quello che rappresenta l'avvocato Peppino Prisco, gi´ ufficiale nel battaglione Alpini l'Aquila medaglia d'argento nella campagna di Russia, insieme a suo figlio sottotenente 30 anni dopo nel battaglione l'Aquila.
Scrive ancora il Gen. Gualtiero Stefanon:
"Non erano solo i veterani a richiedere l'opera di Paolo Caccia Dominioni: c'erano anche quelli delle generazioni più giovani, quelli che in guerra non c'erano stati per ragioni di età. Moltissimi ufficiali dell'esercito del dopoguerra, colsero l'opportunità di chiedergli un disegno, uno schizzo, una rappresentazione dell'unità che essi comandavano tale da sintetizzarne la storia e di fasti. ... Un giorno andarono da lui alcuni reduci della Divisione Alpina Monterosa, dell'esercito della R.S.I., e gli chiesero qualche suggerimento per dare veste di sacrario dei caduti della Divisione ad un piccolo oratorio, San Rocco, situato nei pressi di Palleroso, un paesino della Garfagnana sulla ex Linea Gotica. ... Ancora una volta la risposta del vecchio soldato, che pure aveva militato dalla parte opposta, fu Si. ... Uomini così non muoiono mai, sono indistruttibili ed eterni nell'insegnamento che trasmettono. Come dicono gli Alpini il Ten. Col. Paolo Caccia Dominioni è solo andato avanti."


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